Omicidio Tosi, sospese le ricerche della pistola
L’arma non è stata trovata nel posto indicato dall'assassino. Tutti i reperti presto al Ris di Parma
FERRARA. Il quadro complessivo dell’inchiesta sull’omicidio di Fossanova San Marco è definito. C’è un morto, Roberto Tosi Savonuzzi, 72 anni, e un ferito grave, la moglie, Raffaela Pareschi, 72 anni, ancora ricoverata al Maggiore di Bologna in rianimazione. C’è un autore del reato che è anche reo confesso, Simone Bertocchi, 36 anni, e un indiziato di concorso in omicidio, William Biancucci, suo coetaneo. Agli atti ci sono la confessione del primo, difeso dagli avvocati Sergio Pellizzola e Barbara Grandi, e le dichiarazioni del secondo (difeso dall’avvocato Francesco Adriulli) che però si dice all’oscuro dei propositi dell’amico omicida.
Ci sono anche i reperti raccolti dalla scientifica dei carabinieri, che saranno presto messi a disposizione del Ris di Parma per la valutazione dei riscontri oggettivi indispensabili per ricostruire lo scenario del delitto.
Gli uffici investigativi dell’Arma di Ferrara stanno selezionando in queste ore il materiale che sarà consegnato agli esperti di laboratorio, tra cui i proiettili e i bossoli sparati dalla calibro 6.35 che ancora non è stata ritrovata. Le ricerche sono state al momento sospese: il sospetto degli investigatori - confortato dall’esito nullo dei sopralluoghi eseguiti da squadre equipaggiate con cani molecolari in un lungo ed esteso tratto attorno alla zona dove l’arma sarebbe stata gettata durante la fuga, in via Vallecuore - è che Bertocchi non abbia ancora raccontato tutto quello che sa sul destino dell’arma. La pistola che ha sparato i colpi letali per Roberto Tosi Savonuzzi (mentre la moglie si è salvata per un soffio) è l’unico elemento “pesante” che ancora manca nel carniere dell’inchiesta. Al mosaico che si sta componendo sul tavolo del sostituto procuratore Stefano Longhi mancano però ancora alcuni tasselli importanti per circoscrivere con certezza l’area delle responsabilità. C’è da individuare con precisione il movente, che sembra legato a questioni economiche e ad attriti tra le famiglie che sarebbero sconfinati in un annuncio di denuncia, da parte Tosi. Bertocchi, inoltre, ha agito o no con premeditazione? Alcuni elementi potrebbero suggerirlo (il fatto che si sia presentato con una pistola all’incontro con Tosi, i colpi esplosi contro una persona che non era armata e contro la moglie, colpita alle spalle) ma gli inquirenti si sono presi un po’ di tempo per valutare l’aggravante (Bertocchi ha spiegato che temeva la reazione di Tosi, che possedeva un’arma). E poi, chi ha dato la pistola a Bertocchi? Ha destato perplessità e sospetti anche il comportamento, certamente poco limpido, di Biancucci che ha preferito fuggire per paura che gli inquirenti non gli credessero, ha detto, piuttosto che chiamare soccorsi e forze dell’ordine. Da chiarire infine i ruoli di chi potrebbe avere aiutato Bertocchi nei due giorni di irreperibilità e della fidanzata dello stesso Bertocchi, Sabrina, aspetti da approfondire che richiederanno ulteriori accertamenti.
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