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«Col volontariato la qualità non cambia»

«Col volontariato la qualità non cambia»

Carlini (Asl): abbiamo risposto a un’indicazione regionale, rafforzeremo i controlli e per i cittadini nessun salto nel buio

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«Sui dubbi espressi dal sindacato relativamente alla qualità della quota di servizio di trasporto sanitario d’emergenza affidato al volontariato bisogna essere chiari: non ci sarà nessun passo indietro. Anzi, i controlli da parte dell’Azienda sanitaria locale saranno ulteriormente rafforzati». Stefano Carlini, direttore amministrativo Asl, respinge l’idea che l’aumento della presenza del volontariato nel servizio trasporti dell’emergenza sanitaria (da ieri la Cidas non gestisce più il sito d’ambulanza Ferrara 2 localizzao nella caserma dei vigili del fuoco di via Verga) rappresenti una sorta di rivoluzione. «Non c’è più il privato in quella la postazione – conferma il dirigente – e abbiamo fatto qualche aggiustamento qua e là. Ma di fatto la rete e le modalità dell’assistenza sono rimaste le stesse di prima. Gli allarmi non sono giustificati. I trasporti ordinari (al esempio il paziente trasferito da un ospedale all’altro, ndr) erano e sono tuttora affidati al 100% al volontariato. Sull’emergenza sanitaria aumenta la quota di servizio affidato agli autisti soccorritori del volontariato. Ma questa porzione, nell’emergenza, resta ancorata al 30-35%, il resto del lavoro viene svolto da personale interno dell’Asl». Se si allunga lo sguardo oltre i confini della provincia, aggiunge il dirigente, si nota che il modello ferrarese, misto volontariato-interni, è diverso da quello della Romagna (tutto affidato a personale dipendente del sistema sanitario nazionale), da quello bolognese, dove sono presenti quote di pertinenza dei privati, e da quello di altre province, come Reggio Emilia e Parma, dove l’incidenza del volontariato «è più alta che a Ferrara». La garanzia che il paziente non avvertirà nessuno squilibrio rispetto al passato deriva dalle procedure regionali di accreditamento «perché chi gestisce il servizio, volontariato o no, deve possedere requisiti ben specificati. Un esempio? Nessuna ambulanza fornita dalle associazioni può aver percorso più di 300mila km e avere più di 7 anni di anzianità. Il volontariato ha i mezzi migliori in provincia, ma anche la formazione del personale deve sottostare a prescrizioni e controlli». Dietro alla scelta dell’Asl di Ferrara, sottolinea Carlini, ci stanno una sentenza della Corte di Giustizia Europea che riconosce al volontariato un alto valore di «solidarietà», una normativa nazionale e la circolare regionale 6 del 2014, che «prioritariamente», precisa il dirigente, individua il volontariato accreditato come affidatario del «servizio di soccorso e trasporto» e, in assenza sul territorio di strutture di volontariato in grado di svolgere l’attività, autorizzza il ricorso all’affidamento diretto ai privati accreditati (come Cidas). A causa di motivi «tecnici», per qualche giorno, la postazione 2, dove è subentrata Comacchio Soccorso, è stata trasferita all’ex S. Anna di corso Giovecca, ha annunciato ieri Carlini. Il risparmio di 177mila euro, che potrebbe abbassarsi a 100 o 150mila per coprire alcuni servizi non ancora affidati, giustifica il fine di vincolare il volontariato con contratti cogenti? «Come riusciranno a coprire i servizi è competenza delle associazioni che possono ricorrere per il 50% a personale dipendente (se vanno oltre questo limite rischiano sanzioni e la perdita dello status di associazione di volontariato) - risponde il direttore amministrativo - noi abbiamo seguito un’indicazione regionale che darà qualche risultato anche sul fronte del risparmio. Ma affidandoci al volontariato non facciamo assolutamente un salto nel buio». (gi.ca.)

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