Profughi, l’appello di papa Francesco raccolto da pochi parroci ferraresi
Un anno fa aveva sollecitato ogni comunità religiosa ad accogliere una famiglia. Falaguasta (Caritas): una risposta c’è stata, la speranza è che si vada avanti
FERRARA. Nel settembre 2015 Papa Francesco aveva rivolto «un appello alle parrocchie, alle comunità religiose, ai monasteri e ai santuari di tutta Europa a esprimere la concretezza del Vangelo e accogliere una famiglia di profughi».
La buona volontà in questi casi è un ingrediente fondamentale, ma non decisivo. L’accoglienza di profughi e richiedenti asilo deve passare sempre attraverso la Prefettura, che assegna le persone da acogliere, e l’Asp che sovrindente alla gestione.
Per le parrocchie e le comunità ecclesiali è la Caritas a svolgere il ruolo di coordinamento e di raccordo con l’Asp. Paolo Falaguasta, direttore della Caritas diocesana, fa il punte della situazione.
«Hanno messo a disposizione appartamenti per l’ospitalità dei profughi la parrocchia di Santa Francesca Romana, la parrocchia dell’Immacolata, le suore Clarisse, la Comunità Emmaus di San Bicolò d’Argenta e due privati. Nel caso dei privati - specifica Falaguasta - si tratta di immobili che ci sono stati dati in comodato d’uso gratuito».
Altre realtà anzichè appartamenti, hanno messo a disposizione risorse umane o economiche per favorire l’accoglienza, facilitare l’integrazione, ad esempio insegnando la lingua italiana. Per queste soluzioni alternative alla pura e semplice accoglienza la Caritas può fare affidamento sulla suore Carmelitane, sulle parrocchie cittadine di Santo Spirito e San Benedetto. Falaguasta completa l’elenco citando il Cif di Ferrara (Centro italiano femminile), che si occupa anche di scuole materne: «Il Cif ci accoglie nelle materne 13 bambini facendoci pagare delle quote irrisorie. Da sei anni in si c’è l’obbligo scolastico, ma al di sotto o si va a pagamento o non si entra, mentre questi bambini figli di profughi è bene che crescano e apprendano l’itaoliano insieme ai loro coetanei italiani».
Complessivamente gli accolti negli alloggi di proprietà delle parrochie e di comunità ecclesiali oscillano da 35 a 40, cui si possono aggiungere altri 40-45 che vengono ospitati direttamente dalla Caritas.
Tra città e provincia la Diocesi di Ferrara-Comacchio conta 171 parrocchie più diverse comunità religiose. Tra l’appello del Papa («ogni parrocchia ospiti una famiglia di profughi») e il riscontro a distanza di quasi un anno, la discrepanza è vistosa. Falaguasta fa una sola osservazione: «Se il problema nasce dalla paura dico che non c’è da avere paura, bisogna solo essere disponibili ad accettare di confrontarsi con qualcosa di nuovo e di diverso. È importante anche dire che la parrocchia che dà ospitalità non viene lasciata sola, non deve arrangiarsi come può, in quanto può contare sulla Caritas, che gestisce tutte le situazioni. Da parte di parrocchie e comunità ecclesiali una risposta c’è stata, la speranza è che questa disponibilità continui ad esserci e che aumenti». (m.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
