Calotte, tessere e bonus così cambia la nostra Tari
La tariffa sarà calcolata in base ai rifiuti indistinti gettati nei cassonetti ‘blindati’. È la prima sperimentazione di Hera in una città delle dimensioni di Ferrara
FERRARA. Hera e Comune stavolta fanno sul serio, e il rapporto tra i ferraresi e i loro rifiuti è davvero destinato a cambiare. Succederà in poco tempo, visto che la sperimentazione del sistema di calcolo puntuale della tariffa sul principio di «chi più produce, più paga», è in programma già per novembre, con l’obiettivo di completarlo entro l’anno prossimo.
La tempistica viene confermata dall’assessore all’Ambiente, Caterina Ferri: «Abbiamo in programma di portare l’intero progetto in commissione comunale ai primi di settembre (la data ipotizzata è l’8, ndr), per mostrare ai consiglieri le varie soluzioni tecniche, e discutere della nostra proposta sulla frazione cittadina nella quale sperimentare il nuovo sistema di calcolo. Si tratterà di un piccolo centro dove sono presenti tutte le tipologie di utenza, dalle famiglie alle aziende, per il quale dovremo essere pronti per novembre. Il sistema dev’essere ancora definito nei particolari, ma sarà comunque misto, tenendo conto che lo strumento finora risultato più efficace si è rivelato la calotta».
I tempi sono stretti, visto che un’adeguata campagna informativa è indispensabile per la buona riuscita di un esperimento simile. Il progetto nella sua interezza sarà svelato solo l’8 settembre, ma già si è capito che Comune e Hera vogliono partire dalla situazione già collaudata, che vede la raccolta porta a porta nelle frazioni est e sud, le raccolte speciali per le attività produttive e le isole stradali per il resto della città. La differenza fondamentale è che oggi tutto quanto non si conferisce in maniera differenziata nei cassonetti di carta, plastica, vetro e organico, viene gettato senza limiti nel cassonetto dell’indifferenziata.
L’esigenza di arrivare ad una tariffa puntuale, cioè a far pagare in base ai rifiuti che effettivamente si producono, rende indispensabile la misurazione dell’indifferenziata, che è la quantità di rifiuti che vanno ad inceneritore e rappresentano il costo puro dello smaltimento, mentre il recupero di carta, plastica e vetro produce ricavi. I cassonetti grigi, dunque, verranno chiusi, con apertura comandata probabilmente da una tessera magnetica individuale (è il sistema sperimentato da Hera a Imola, ma ce ne sono anche altri compreso lo smartphone), e una bocca a calotta, che contiene solo sacchetti di una certa capienza. In questo modo, calcolando cioè il volume di rifiuti conferiti di volta in volta, senza attivare costosissimi e complicati sistemi di pesatura, Hera potrà attribuire a ogni utenza la quantità effettiva prodotta.
Sarà probabilmente garantito un bonus di sacchetti d’indifferenziata, prima di cominciare il conteggio valido per determinare la tariffa. Un’alternativa alle calotte è rappresentata dalla distribuzione a tappeto delle pattumelle, da riempire e conferire a Hera, ma per una città delle dimensioni di Ferrara sembra un sistema complicato. Resterà una quota fissa per la copertura dei costi generali e dei servizi come la pulitura delle strade, ed è ipotizzabile il rafforzamento del sistema premiante che esiste già oggi, con i conferimenti alle isole ecologiche.
L’obiettivo di Hera è di non aumentare i costi (l’investimento sarà consistente) e quindi il gettito totale della Tari, spostandone però il peso sull’utenza meno “virtuosa” e premiando chi s’impegna di più sulla differenziata. È comunque un bel test anche per Hera, perché un intero capoluogo a tariffa puntuale non l’ha ancora sperimentato.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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