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I ferraresi andati a Cracovia non devono fare la profilassi

I ferraresi andati a Cracovia non devono fare la profilassi

Il gruppo di 123 persone tra cui il vescovo Negri non è stato a contatto con la giovane morta. Don Mazzucchelli: «Le autorità sanitarie rassicurano, sorveglianza ma niente contagio»

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FERRARA. «Non siamo obbligati a sottoporci alla profilassi, perché non siamo venuti a contatto con la ragazza romana morta a causa di una meningite fulminante mentre era di ritorno da Cracovia dove aveva partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù».

Don Giampiero Mazzucchelli, vice rettore del Seminario e responsabile organizzativo della spedizione della diocesi di Ferrara-Comacchio in Polonia per la Gmg 2016, vuole tranquillizzare tutti i partecipanti, in totale 123, escludendo il pericolo di contagio.

L’allarme era scattato l’altra sera, quando la Cei aveva diramato la tragica notizia della morte avvenuta in un ospedale di Vienna di una giovane della diocesi di Roma che aveva preso parte la scorsa settimana al tradizionale evento mondiale che raduna i giovani cattolici alla presenza di Papa Francesco. Sono centinaia di migliaia i giovani italiani che hanno partecipato alla manifestazione in Polonia e subito sono scattate le necessarie misure sanitarie. La profilassi ha interessato coloro che in qualche maniera sono venuti a contatto con la giovane.

«Le autorità sanitarie ferraresi - spiega don Mazzucchelli - dopo consulto con gli esperti della Regione, ente che sovrintende la salute pubblica, ci hanno detto che non siamo obbligati a sottoporci alla profilassi perché non siamo venuti in contatto con la ragazza romana. Non siamo stati a Casa Italia nella giornata di mercoledì, perché siamo stati tutto il giorno in pellegrinaggio, tra il santuario della Divina Misericordia e quello dedicato a San Giovanni Paolo II. Ci hanno spiegato i medici che il contagio della meningite avviene se si è stati a contatto soprattutto in luoghi chiusi, come abitazioni, locali pubblici, pullman o aeroplani. Avviene per via aerea ma il contatto deve essere molto ravvicinato e in luoghi chiusi. Già da lunedì sera siamo stati in stretto contatto con le autorità sanitarie per sapere come dovevamo comportarci, poi martedì in tarda mattina è arrivata la decisione delle autorità sanitarie che hanno escluso possibilità di contagio e quindi ci hanno tranquillizzato, dicendo che per tutto il gruppo di ferraresi che ha partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia non c’era l’obbligo della profilassi».

La comitiva ferrarese era partita la scorsa settimana e arrivata mercoledì in Polonia ed era stata raggiunta anche dall’arcivescovo Luigi Negri. Oltre a don Mazzucchelli, responsabile diocesano della pastorale giovanile, ad accompagnare i ragazzi c’erano don Andrea Pesci, responsabile Ufficio pellegrinaggi; don Michele Zecchin, parroco di S. Agostino di viale Krasnodar; don Roberto Antonelli, parroco di Scortichino; don Andrea Tani, parroco di Ro e Ruina; don Giorgio Caon parroco di Serravalle e don Andrea Frazzoli, parroco di Vigarano Mainarda. Il gruppo ferrarese è stato ospitato in una parrocchia a Borzecin Dolny ed è rientrato in Italia l’altro giorno. Sull’allarme meningite è arrivata anche una nota della regione Emilia Romagna che annuncia l’attivazione del servizio di sorveglianza anche se risulta al momento improbabile che ci siano stati occasioni di possibile contagio.

«In base alle ricostruzioni degli spostamenti che i giovani dell’Emilia-Romagna hanno effettuato durante il soggiorno in Polonia per la Giornata Mondiale della Gioventù - dice la Regione - risulta improbabile che possano esserci state occasioni di contatto stretto con i gruppi di giovani provenienti da Roma. I Servizi di Igiene e sanità pubblica delle Aziende Usl restano a disposizione per chiunque abbia dubbi o chieda approfondimenti».

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