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«Sorvegliamo anche le spiagge libere»

«Sorvegliamo anche le spiagge libere»

Lido Scacchi, incontra consensi la proposta di Alex Bellotti (Cus Salvataggio) di estendere il controllo sui bagnanti

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LIDO DEGLI SCACCHI. Il duplice salvataggio portato a termine al Lido degli Scacchi il 29 luglio scorso dai bagnini Mathias Mezzogori e Doru Cuciureanu ha stimolato Alex Bellotti, responsabile del Cus Salvataggio, a formulare una proposta agli operatori balneari.

«L'intervento perfettamente riuscito nel tratto di spiaggia libera, che confina con il Bagno Sagano – dichiara Bellotti -, non è solo la riprova della professionalità degli assistenti ai bagnanti, ma dimostra che il servizio è fondamentale. Il mio suggerimento ai titolari dei Bagni con tratti di spiaggia libera vicini, è quello di adottare l'esempio del Bagno Sagano, che ha deciso di estendere la sorveglianza a mare, per garantire sicurezza anche ai bagnanti che si servono del pezzo di arenile ad accesso libero».

Quello del 29 luglio non è il solo intervento di salvataggio attuato in quel tratto di spiaggia libera del Lido degli Scacchi, dove sono stati tratti in salvo un 40enne ed il nipote 17enne, entrambi bresciani, finiti probabilmente in una buca. Il 30 maggio scorso, il bagnino del Sagano ha recuperato un'altra turista in difficoltà, Francesca Martelli, studentessa 29enne di Prato, entrata in mare proprio nel tratto di spiaggia libera.

«Quest'anno siamo riusciti ad intervenire sulla spiaggia libera – spiega Elena Buono, titolare del Bagno Sagano -, rispondendo a due esigenze, quello della sicurezza dei bagnanti, estendendo il servizio di salvataggio, e quello dei mercatini abusivi, ai quali abbiamo dato un freno. Abbiamo ottenuto due risultati positivi». La proposta lanciata da Alex Bellotti trova d'accordo Luca Callegarini, presidente del consorzio degli stabilimenti balneari del Lido di Volano, il quale riconosce che «questa è una battaglia che porto avanti da 30 anni. Vediamo se durante l'inverno si può ragionare su un progetto di questo tipo. Ora possiamo dare indicazioni ai bagnini – prosegue Callegarini -, per sorvegliare tratti di spiaggia libera vicini ai loro bagni, cosa che già peraltro fanno».

L'obiettivo, secondo Callegarini, dovrebbe essere condiviso in un'ottica di partnership pubblico/privata, per assicurare dunque una copertura continuativa del servizio di salvataggio anche nelle spiagge libere. Giuseppe Carli, presidente della cooperativa degli stabilimenti di Porto Garibaldi aggiunge che «se si vuole più sicurezza, occorre uscire dallo stato brado e cambiare le norme, dato che le ordinanze regionale, comunale e della Capitaneria stabiliscono che in spiaggia libera non è previsto il servizio e quindi non è obbligatorio».

Katia Romagnoli

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