Tributo ai martiri della strage di Bologna
Ricordate le cinque vittime ferraresi. Calvano: non rinunciamo a cercare la verità
Ieri a Bologna durante la celebrazione della strage terroristica alla stazione di Bologna, che nel 1980 ha causato 85 morti e 200 feriti, sono state distribuite delle cartoline dove veniva ricordata la storia di ognuna delle 85 vittime. In quella del ferrarese Mirco Castellaro, di 33 anni, c'era scritto che non si sapeva il motivo della sua presenza alla stazione ferroviaria. Il mistero è stato subito chiarito perchè i colleghi della Vortex Hidra di Fossalta di Copparo, dove all'epoca Castelaro era capo ufficio, hanno ricordato che era il suo primo giorno di ferie, doveva recarsi a Palermo, e dopo essersi recato all'aeroporto, e non trovato posto sull'aereo, aveva optato di raggiungere la Sicilia utilizzando il treno. Le altre vittime ferraresi sono state Paolino Bianchi, 50 anni di Vigarano Mainarda, Gaetano Rosa, 31 di Mirabello, Vincenzo Petteni, 33 di Ferrara e Antonio Montanari, 86 anni originario di S.Maria Codifiume.
Paolino Bianchi di Vigarano Mainarda, 50 anni. Stava andando ad Arco di Trento,sul Garda, dove tutti gli anni trascorreva un periodo di vacanza. Il corpo, talmente era martoriato, venne riconosciuto solo giovedi 7 agosto perché gli hanno trovato conficcato nel corpo una medaglietta rotonda color argento. Era quella che attestava che aveva lasciato il suo motorino in deposito alla stazione di Ferrara.
Gaetano Roda, 32 anni Mirabello resrò ucciso mentre passava sotto la pensilina nell'attimo dello scoppio della bomba. Era appena stato assunto dalle ferrovie come capostazione e stava facendo il corso di tecnica pratica alla stazione ferroviaria di Bologna.
Mirco Castellaro 33 anni originario di Pinerolo da tempo risiedeva a Ferrara. Era capoufficio alla Vortex Hidra di Fossalta di Copparo. Ha lasciato la moglie Luciana e il figlio Marco che all'epoca aveva 6 anni .
Vincenzo Petteni, ferrarese di 34 anni doveva partire per le vacanze, diretto in Tunisia, ma all'aeroporto non aveva trovato posto sull'aereo e cosi ha ripiegato sul treno. Morto dopo 14 giorni di agonia a Malpighi.
Antonio Montanari di 86 anni, la più anziana delle vittime. Al momento risiedeva a Bologan ma tutta la sua vita l'aveva trascorsa a S.Maria Codifiume. Stava tornando dall'autostazione delle corriere, dove si era informato sugli orari, e l'esplosione lo ha colto mentre davanti alla stazione ferroviaria stava aspettando l'autobus.
Per questo alto tributo di sangue pagato erano diversi gli amministratori comunali ferraresi presenti ieri. In prima fila quelli dei Comuni delle vittime: Gli assessori Aldo Modonesi (Ferrara), Alessandro Berselli (Vigarano Mainarda), Anna Ardizzoni (Mirabello) e Samuela Pamini (Argenta). Notati anche i vicesindaci Martina Berneschi (Copparo), e Simone Maccaferri (Cento) oltre al gonfalone di Portomaggiore. «Anche quest'anno - ha spiegato Modonesi - siamo presenti non solo per ricordare le nostre vittime ma per condannare una strage che ha segnato la nostra regione e il nostro Paese". «Ci siamo - ha detto il segretario regionale del Pd Paolo Calvano - per una presenza doverosa e convinta. Essere tutti insieme è un segnale per dire che non molliamo e vogliamo al verità. Lo dobbiamo ai familiari delle vittime e al Paese». A Vigarano Mainarda l'impegno è stato doppio perché, prima di recarsi a Bologna, davanti al municipio si è formato un corteo, di autorità e familiari, per recarsi al cimitero dove, dopo la benedizione impartita da don Andrea Frazzoli, è stato deposto un mazzo di fiori sulla tomba di Paolino Bianchi. (g.b.)
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