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Gli abitanti di via Rambaldi: «Noi perseguitati dai vicini, adesso basta»

Gli abitanti di via Rambaldi: «Noi perseguitati dai vicini, adesso basta»

Minacce, insulti, atti osceni, animali sgozzati in cortile. Parte l’esposto a procura, forze dell’ordine e Comune

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FERRARA. Dai verbali delle infinite denunce presentate negli ultimi quattro-cinque anni, emerge un film dell’orrore: polli lasciati morire dissanguati, tortore impalate ed esposte in cortile, conigli uccisi a pugni e la loro carcassa usata come sacco da pugilato.

E poi l’odore nauseabondo delle viscere abbandonate al sole, che rende l’aria così irrespirabile da costringere a chiudersi in casa. Musica a tutto volume in piena notte, la radio alta lasciata accesa tutto il giorno mentre i proprietari sono fuori casa, sottraendo a tutti gli altri la possibilità di trovare un momento di pace e silenzio. E le minacce, le ingiurie irripetibili a sfondo sessuale: per la strada, uscendo in giardino, dovunque. E ancora i genitali esposti, i gesti osceni, gli sputi.

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Un inferno che diverse famiglie residenti in via Rambaldi, zona via Arginone, stanno subendo impotenti e indifese: un’altra famiglia: padre, madre e figlio minorenne, italiani, tengono il quartiere sotto scacco ma le numerose denunce e segnalazioni che si sono accumulate in questi anni non hanno sortito quasi alcun effetto. Se non quello di esacerbare ancora di più i rapporti con quei vicini ormai del tutto fuori controllo.

Per questo, assistiti dall’avvocato Patrizia Micai, i residenti hanno cambiato strategia; non più denunce “a macchia di leopardo”, finite sul tavolo di procuratori sempre diversi, così da non rendere al pieno la gravità di una situazione ormai diventata insostenibile. Questa volta gli episodi di cui la piccola comunità di via Rambaldi è vittima sono stati raccolti in un esposto-denuncia che a fine luglio, nello stesso giorno, il loro legale ha depositato in procura, questura, comando provinciale del carabinieri e Comune.

Perché oltre a contestazioni di tipo penale (si va dal maltrattamento di animali alle minacce, dalle ingiurie al disturbo della quiete pubblica fino agli atti osceni in luogo pubblico) l’atto contempla materiale da porre all’attenzione dell’Ufficio dei minori, a causa del contesto di degrado in cui si trova a vivere e crescere il figlio della coppia, a sua volta artefice di azioni persecutorie ai danni dei vicini.

«Tutto questo - interviene l’avvocato Micai - si configura come un vero e proprio stalking condominiale, che sta andando avanti da anni impunito. La decisione di coinvolgere tutti, magistratura, forze dell’ordine e istituzioni, è per assicurarsi che, se dovesse succedere qualcosa di irreparabile, poi nessuna possa dire che il problema non era conosciuto».

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