Lo sbarco di Garibaldi ricordato davanti al Capanno
LIDO DELLE NAZIONI. A distanza di 167 anni dallo storico sbarco sulla costa comacchiese dei bragozzi partiti da Cesenatico con a bordo Giuseppe Garibaldi, la moglie Anita ed un gruppo di patrioti...
LIDO DELLE NAZIONI. A distanza di 167 anni dallo storico sbarco sulla costa comacchiese dei bragozzi partiti da Cesenatico con a bordo Giuseppe Garibaldi, la moglie Anita ed un gruppo di patrioti risorgimentali, ieri mattina si sono svolti diversi momenti celebrativi, che hanno toccato il capoluogo, Porto Garibaldi ed Lido delle Nazioni.
Dapprima il corteo delle autorità civili e militari, presieduto dal vicesindaco Denis Fantinuoli e dal presidente dell’associazione amici del capanno Garibaldi, Pier Giovanni Cinti, si sono soffermati davanti alla lapide posta sulla sommità della Loggia del grano per la deposizione della prima corona di alloro. Il corteo ha poi reso omaggio, nel cimitero di valle Isola, alla tomba di Nino Bonnet, chiamato dallo stesso Garibaldi “mio angelo salvatore”, comacchiese che rivestì un ruolo di primo piano nella Trafila Garibaldina, grazie alla quale l’Eroe dei due mondi sfuggì alla cattura ad opera degli austriaci, attraversando la costa adriatica e le valli di Comacchio. Dopo la deposizione di una corona accanto al monumento di via Ugo Bassi a Porto Garibaldi, realizzato nel 2011 dagli scultori Sara Bolzani e Nicola Zamboni, il corteo ha raggiunto il capanno Garibaldi del Lido delle Nazioni. Nel suo discorso il vicesindaco Fantinuoli ha rimarcato i valori della memoria storica, sottolineando come essa debba restare «un faro sempre acceso nel cammino dell’umanità e a tutte le istituzioni compete salvaguardarne principi, valori ed insegnamenti. Il processo di unificazione e di pacificazione del nostro Paese passa anche attraverso lo sbarco compiuto da Anita e Garibaldi in questo luogo».
Presenti anche le associazioni combattentistiche e d’arma e diverse rappresentanze dell’Anpi, oltre a quella di Comacchio.
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