«Rinasce la sagra ma dal paese nessun volontario»
BURANA. Questo fine settimana e il prossimo rinascerà la sagra dello storione di Burana, lo storico appuntamento con l’antico cibo della corte ducale. Dopo la sosta ai box di un anno legata alle...
BURANA. Questo fine settimana e il prossimo rinascerà la sagra dello storione di Burana, lo storico appuntamento con l’antico cibo della corte ducale. Dopo la sosta ai box di un anno legata alle vicissitudini che hanno interessato l’ex società sportiva “Us Burana” , quest'anno l’appuntamento torna in calendario. Sarà affidato all’associazione sagre e dintorni” del presidente Loris Cattabriga, che ha siglato col Comune uno specifico accordo in base al quale le strutture eventi del campo sportivo sono state concesse in comodato d’uso all’associazione. L'amministrazione si è fatta carico degli oneri di manutenzione e della riattivazione delle utenze dell’immobile che ospiterà la sagra. Lo stesso Cattabriga però lancia un grido d’allarme: «Abbiamo fatto di tutto per riportare in auge questa sagra che valorizza un pesce il quale fino a 40-50 anni fa abbondava nel Po e valorizzare piatti che nei paesi rivieraschi del grande fiume andavano di moda. Pensavo che nel gruppo il quale fino al 2014 organizzava la sagra ci fosse qualche volontario disposto a dare una mano per luna manifestazione che costituiva un fiore all’occhiello per tutta la comunità. A tale scopo nei mesi scorsi sono state fatte alcune riunioni. Il risultato è stato deludente, nessun volontario buranese si è fatto avanti per dare una mano . Ho trovato alcune persone che non sono di Burana che mi appoggiano in questa iniziativa oltre all’Agroittica di Calvisano in provincia di Brescia e all’istituto alberghiero “Orio Vergani” di Ferrara col quale abbiamo ideato alcune ricette innovative e tra queste i ravioli di storione conditi con crema di burro al caviale. Sono molto amareggiato - prosegue Cattabriga - la sagra dello storione era uno dei pochi eventi che faceva vivere il paese unitamente alla squadra di calcio e poche altre manifestazioni. Sparita la società calcistica i momenti di aggregazione sono ulteriormente diminuiti. Mi aspettavo una risposta da parte del paese ma questa è mancata. Si pensa più a criticare che a fare. Ci siamo rimboccati le maniche rimettendo in ordine la struttura accanto al campo sportivo e omani partiamo». Stand aperto fino a domenica e poi dal 12 al 15.
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