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Mercato, la gente c’è ma con la crisi spende sempre meno

Mercato, la gente c’è ma con la crisi spende sempre meno

I venditori ambulanti si lamentano per gli scarsi affari In molti casi le vendite sono diminuite anche del 50%

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CENTO. Il mercato deve stare in centro storico, è da sempre la sua sede naturale. In piazza, accanto ai negozi, una ricchezza reciproca. L'affluenza tiene, anche in questi primi giorni d'agosto, ma la crisi si fa sentire Calate del 50% e oltre, le vendite. Tra le migliorie suggerite, più parcheggi disponibili e una nuova pavimentazione del centro. Dagli ambulanti che il giovedì operano in centro storico, un bilancio sull'andamento del mercato settimanale nel capoluogo, a due anni dal rientro in centro. Per Piera Pozzi, in piazza Guercino con un banco di tessuti e filati, la sede del mercato «è, e deve essere, in centro storico, non in S. Liberata. Qui stiamo bene. Per migliorare il mercato, occorre sistemare la pavimentazione. Ci è stato accennato dell'intenzione di svolgere l'opera, ma ci aspettiamo di essere informati e coinvolti nell'organizzazione pre intervento. In quel contesto, al Comune proporremo uno spostamento dei banchi a scaglioni,un po' alla volta, sperando che i lavori vengano svolti nell'arco di 15 giorni, due giovedì di mercato, non di più». In piazza molta gente: «Non sono tutti in ferie – spiegano Daniele Cavicchi e la moglie, con un banco di accessori e abbigliamento – rispetto agli anni precedenti, c'è più gente, ma vengono al mercato più che altro per svago. Le vendite vanno molto a rilento, la gente ha meno soldi in tasca. Molti italiani, ma soprattutto gli stranieri, comprano oggetti che costano poco». Per Cavicchi, come per molti ambulanti, non c'è dubbio: «Meglio in centro storico. Santa Liberata era fuori, troppo lontana. Per i clienti, e anche per noi, corso e piazza Guercino sono più comode: intanto che si viene in centro a fare un giro al mercato, si va in Comune, nei negozi, al bar. E' un vantaggio per tutti. Il problema è trovare parcheggio. Ci vorrebbero più punti dove poter lasciare l'auto».Per Alessia, giovane mamma, il mercato del giovedì è una tappa fissa: « Acquisto il capo che mi piace, guardando il prezzo». Anche per Alessandro Fioravanti, titolare di un banco di abbigliamento femminile: «Si va meno in ferie. E chi rimane a casa, si fa un giro tra i banchi. L'affluenza rimane stabile, ma si compra e si spende sempre meno. La crisi si fa sentire. Il calo delle vendite è importante. Del resto, noi lavoriamo con gli operai. E se le fabbriche chiudono o mettono gli operai in cassa integrazione, le persone non hanno abbastanza soldi e non comprano». Tra chi frequenta abitualmente il mercato di Cento, c'è anche Simona: «Vengo sempre al mercato. Mi piaceva la sede in Santa Liberata perché era più spaziosa e meno soffocante. In piazza, è più comoda a servizi e negozi». Il settore dell'abbigliamento femminile regge, ma per Nicolò «c'è troppa concorrenza. Tante persone acquistano nei centri commerciali, e sempre più online. Troppi banchi di abbigliamento da donna. E molti, vendono merce di scarsissima qualità». Le due attività si arricchiscono reciprocamente, la delocalizzazione post terremoto lo ha dimostrato. La gente viene al mercato, me le vendite nel tempo sono dimezzate».

Beatrice Barberini

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