Cena servita da ragazzi africani
Don Bedin: godiamoci questa serata, ai problemi pensiamo domani
L'invito alla terza e ultima delle cene multietniche previste prima dell'autunno in altrettanti Centri di accoglienza di extracomunitari, rivolte a tutti i cittadini che vogliono condividere un momento conviviale con gli ospiti stranieri, si è trasformata l'altra sera alla Rivana, in una grande festa a cui sono intervenuti gli assessori Caterina Ferri e Chiara Sapigni, la quale ha ribadito di non voler ancora parlare della serata di Gaibanella. Oltre alla distribuzione di piatti tipici preparati direttamente da senegalesi, marocchini e altri cittadini stranieri - come vuole il programma di “Cucina che accoglie” - c'era tanta musica che ha coinvolto in danze improvvisate e in un dialogo informale tutti i presenti. «Sono davvero molto contento - ha detto don Domenico Bendin, organizzatore dell'evento unitamente al servizio Migranti della Cgil - della partecipazione di tanti rappresentanti delle comunità di accoglienza. Ne ho visti almeno una ventina insieme agli operatori e questo mi sembra molto importante specialmente per queste persone che in genere non hanno occasioni per incontrarsi. Ritengo che sia anche un segno determinante specialmente in un momento particolare in cui l'accoglienza sembra in pericolo. Questo clima festoso che respiriamo stasera nella nuova mensa recentemente inaugurata non ci fa certamente dimenticare i vari problemi che esistono però almeno per un momento li mettiamo da parte per affrontali domani » I progetti dell'Associazione Viale K di cui don Bedin è fondatore sono ancora tanti; infatti è necessario costruire i bagni adiacenti la struttura, alcune casette prefabbricate per accogliere casi disperati e ristrutturare il vecchio capannone per gli uffici. Per questo l'opera di don Bedin sembra non avere mai fine.
Margherita Goberti
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