Forestale, la priorità è la difesa dell’ambiente
Lido Volano, il Corpo vigila costantemente sull’area del Parco e non solo Il continuo contrasto all’abbandono dei rifiuti e agli abusi edilizi
LIDO VOLANO. Spazia a 360 gradi il raggio d’azione del Corpo Forestale dello Stato, con particolare riferimento alle attività di prevenzione e repressione nei settori agro-alimentare ed agro-ambientale. «Seguiamo la filiera del prodotto, dalla produzione all’etichettatura – riferisce il comandante della stazione di Comacchio, ispettore Giovanni Stravaganti -, sino al commercio». Latte blu e patate immesse nella rete di distribuzione con la specificità di prodotto biologico, requisito confutato dai controlli, sono due esempi tra i tanti.
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È un pieno di scoperte quello che si può maturare durante una mattinata trascorsa con l’ispettore Stravaganti e con l’assistente capo Antonio Melandri, dapprima nel comando stazione di via Mazzini, dotato anche di due biciclette adibite ai pattugliamenti su due ruote lungo gli argini di valle e successivamente nella riserva naturale del Po di Volano. Il comando stazione della forestale lagunare è di supporto all’Ufficio territoriale per le biodiversità di Punta Marina nella gestione delle risorse naturali, oltre a garantirne la vigilanza, verificando la corretta attuazione delle normative nazionali e del piano di prevenzione regionale contro gli incendi boschivi. Prima di perlustrare la riserva naturale del Po di Volano, che abbraccia la fascia costiera tra i lidi Nazioni e Volano, non può mancare un focus sui daini, che durante l’estate si rifugiano nelle aree verdi a ridosso della strada Acciaioli.
«Sono erbivori inoffensivi, che si stanno abituando alla presenza dell’uomo – dichiara il comandante Stravaganti – ed aggrediscono il sottobosco». La visita alla riserva naturale mette infatti in luce il fenomeno esposto dall’ispettore Staravaganti, perché anche le cortecce degli alberi ed arbusti spinosi risultano brucati dai daini. Un enorme pino marittimo caduto diventa occasione di studio. «Vediamo una radice che si è ramificata - spiega Stravaganti -, dopo che è entrata in contatto con l’acqua, facendo morire l’albero. Nella gestione naturalistica del sito tuttavia – ha aggiunto il comandante della forestale locale -, un albero vecchio, morto, marcescente o vivo con cavità crea un habitat, dando nutrimento ad una vasta gamma di esseri viventi, funghi, larvidi, avifauna». Dopo una bella carrellata della flora e della fauna proprie della riserva naturale, che risale alla metà degli anni ’30, si è aperta una riflessione sul recente sequestro dei capanni abusivi sull’Isola dell’amore a Goro. «In quell’area nidificano specie faunistiche migratorie – ha ricordato l’ispettore Stravaganti – che non devono essere disturbate». Il 70% delle attività svolte dalla stazione del Corpo Forestale dello Stato di Comacchio riguardano le materie dei rifiuti e dell’edilizia abusiva in ambito protetto, ossia in area Parco, in violazione delle quali, scattano sanzioni penali. Non si parla solo di costruzioni abusive, ma anche, per esempio, di tombamento di canali. Non tutti sanno che la raccolta e la detenzione della flora protetta rara, quali il limonium e la salicornia, comportano sanzioni pecuniarie amministrative a carico dei trasgressori. Attività di indagine complesse, per estrazione di cave o per gestione dei rifiuti con concorso di più persone, per attività della Direzione Investigativa Antimafia o delegate dalle Procure, entrano in gioco la collaborazione con i comandi delle regioni limitrofe. Tre sono i dipendenti effettivi della stazione di Comacchio del Corpo Forestale dello Stato, che dispone, in caso di necessità, di un presidio al Lido di Volano, e che sino al 2008 ha ospitato la sede operativa trasferita poi nel capoluogo.
Katia Romagnoli
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