La Nuova Ferrara

Ferrara

scontro sui profughi

Il custode diffida Comune e Camelot

Il custode diffida Comune e Camelot

 Il curatore giudiziario della porzione di villa pignorata avverte: nulla è permesso senza la mia autorizzazione

2 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Alle polemiche, ai camion con reti e materassi fatti tornare indietro, ai “non sapevo” è seguito, mercoledì 3 agosto, un atto formale a mettere un punto nello sventurato pasticcio di Gaibanella.

La diffida. Il custode giudiziario della porzione di Villa Modoni sottoposta a pignoramento, Angelo Adamini, in una mail inviata all’assessore Sapigni e alla cooperativa Camelot «diffida chiunque a sottoscrivere atti o a porre in essere azioni o fatti aventi a oggetto l’immobile suddetto, senza il mio consenso scritto, previa autorizzazione del Tribunale di Ferrara». Dal febbraio 2016, infatti, da quando la porzione di Villa Modoni di pertinenza della società “Le Robinie” è stata pignorata, è il custode giudiziario a ricoprire il ruolo di proprietario dell’immobile. Così, all’indomani del caos scoppiato a Gaibanella, Adamini è intervenuto a bloccare sul nascere qualsiasi progetto non da lui autorizzato. Oltre a confermare che la convenzione stipulata tra Camelot e la società che aveva preso in affitto i locali, la Global Service, è del tutto irregolare.

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.13920751:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2016/08/05/news/profughi-se-i-comuni-non-collaborano-agiremo-nell-emergenza-1.13920751]]

Nessun controllo. A lamentare le mancate verifiche da parte di Camelot è intervenuta anche l’avvocato Carlotta Occari, che rappresenta il titolare della società “Le Robinie”. In una mail inviata a cooperativa e assessore, il legale ribadisce per effettuare i necessari controlli bastava consultare atti accessibili a tutti: a cominciare dal contratto d’affitto tra Le Robinie e la Global Service trascritto nel 2014 all’Agenzia delle Entrate (che escludeva la possibilità di subaffitto), e l’atto di pignoramento contro Le Robinie trascritto all’Agenzia del Territorio con la nomina del curatore giudiziario. In tutto questo i rappresentanti della Global Service, contattati ieri, venerdì 5 agosto, lamentano la pubblicazione di notizie «non verificate» e rivendicano la piena regolarità della loro posizione e dei propri atti.

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.13924943:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2016/08/06/news/noi-non-abbiamo-aggredito-nessuno-1.13924943]]

Richiesta urgente. Così regolari che, sempre mercoledì, l’avvocato Cataldo Mascoli, in qualità di creditore nella procedura di esproprio, ha presentato un’istanza al Tribunale perché valuti «l’emissione di un provvedimento urgente che impedisca il compimento di questa azione che, sia detto per completezza, è da considerarsi anche come una vera e propria ritorsione nei confronti sia della proprietà esecutata sia dalle altre da cui ha ricevuto uno sfratto per morosità con ordinanza di rilascio al 20 settembre 2016». Dunque la Global Service non solo non poteva subaffittare alcunché, ma non aveva neppure il diritto di restare.

Vendita compromessa. Una situazione, prosegue Mascoli, «gravemente illegittima e foriera di gravissimi danni anche per la proprietà». L’immobile pignorato, infatti, andrà all’asta a ottobre, ma sono in corso trattative per vendere la struttura a terzi. Trattativa che ora «rischiano di saltare e, in ogni modo, in caso di asta, l’immobile in quelle condizioni non andrebbe mai più venduto e, vista la particolare tipologia del complesso immobiliare, lo stesso avrebbe un gravissimo danno economico».

Alessandra Mura

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google