«Noi non abbiamo aggredito nessuno»
Gli strascichi della riunione sono ancora molto forti a Gaibanella. In paese non si parla d'altro e gli animi rimangono piuttosto accesi, ma gli abitanti non ci stanno a passare per incivili
FERRARA. Gli strascichi della riunione di mercoledì sera sono ancora molto forti a Gaibanella. In paese non si parla d'altro e gli animi rimangono piuttosto accesi, ma gli abitanti di Gaibanella non ci stanno a passare per incivili. «Non è vero che noi abbiamo quasi aggredito l'assessore - afferma Roberto Fantin, presente all’assemblea - questa è palesemente una strumentalizzazione politica per mascherare la figuraccia che hanno fatto. La gente di Gaibanella ha voluto manifestare la propria indignazione verso l'incompetenza con la quale viene gestito il processo di accoglienza, non per motivi politici però, ma perché non siamo d'accordo con questo modo d'agire». Impreparazione nel gestire la situazione e mancanza di un corretto confronto con la popolazione, è quello che la gente contesta maggiormente all'amministrazione. «Una riunione impostata così è una pagliacciata - conclude Fantin - sembrava fatta quasi di nascosto per evitare problemi, ma così non è stato perché la gente è venuta in massa, a dimostrazione di quanto ci tiene al proprio paese».
«Mi sono sentita presa in giro da coloro che ci dovrebbero governare - gli fa eco Valeria Falchieri - non si può venire a parlare di cose che non si conoscono. Comunque non è vero che a Gaibanella non vogliamo i profughi - prosegue Valeria - noi non vogliamo che questi vengano portati in un posto e abbandonati a se stessi, e vogliamo che chi ce li mette si assuma le responsabilità civili e penali di eventuali comportamenti scorretti». Critiche anche alla reazione del sindaco Tiziano Tagliani: «Non è stato assolutamente aggredito nessuno, a differenza di quanto è stato detto - afferma Luca Falchieri - inoltre trovo molto scorretto che, una volta emerse quelle anomalie, loro abbiano promesso verifiche mentre il giorno dopo c'era già il camion pronto a scaricare i letti, questa è una presa in giro». Forti inoltre le preoccupazioni derivanti dal numero di profughi attesi giudicato assolutamente eccessivo per una realtà come quella di Gaibanella - si parla di 30 persone - e il fatto che questi vengano posti vicino a un asilo. «Nel caso dovessero arrivare, io non lo so se mio figlio lo porto qui - afferma una mamma. Preoccupazioni condivise anche da altri genitori e dagli stessi dipendenti dell'asilo, che temono questa situazione possa ripercuotersi negativamente sull'andamento della struttura.
Marcello Ferrari
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