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Crac Mascellani, il Basket Club nell'inchiesta

di Daniele Predieri
Crac Mascellani, il Basket Club nell'inchiesta

Il sequestro di 4 milioni primo atto dell’indagine che si allarga ad altre società e al “suo” Basket Club. E c’è un’altra indagata

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FERRARA. Il crac di Magazzini Darsena su cui gli inquirenti stanno indagando da oltre un anno e mezzo non sarebbe il solo filone d’inchiesta a carico di Roberto Mascellani, indagato per bancarotta fraudolenta per distrazione, poichè l’indagine potrebbe allargarsi alle altre società dell’ingegnere ferrarese.

Un conto in Caricento. L’accusa, per ora, è limitata a Magazzini Darsena, per aver sottratto al fallimento, distratto - secondo l’accusa - 4 milioni di euro che con slalom finanziari vertiginosi da Ferrara furono prima trasferiti, a partire dalla metà degli anni 2000 in poi, a Ginevra, in Svizzera, sono rientrati in Italia e ora sono congelati, in liquidità e titoli: sotto sequestro preventivo in due diverse banche, una filiale della Banca del Piemonte nella stessa regione e una filiale della Cassa di Risparmio di Cento.

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Parola ad altri giudici. Un sequestro contro cui Mascellani e i suoi legali presenteranno a breve ricorso al tribunale del Riesame, e in merito dovranno pronunciarsi altri giudici del tribunale di Ferrara per confermare o bocciare il sequestro adottato. Però in attesa del nuovo pronunciamento, il provvedimento deciso da procura, finanza e tribunale contro Mascellani rappresenta il primo atto giudiziario fondamentale, superpartes, da cui partire per poter allargare l’inchiesta sulla galassia delle società dell’imprenditore ferrarese.

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Primo atto superpartes. Perchè il decreto di sequestro deciso dal gip Silvia Marini - spiegato in venti pagine e notificato nei giorni scorsi - è il primo atto imparziale, di un giudice terzo, un arbitro esterno, che ha valutato e accolto la tesi d’accusa di procura e finanza sulla distrazione che sarebbe stata concretizzata da Mascellani. Le verifiche ulteriori degli inquirenti verteranno su tutti i movimenti finanziari tra le varie società, i flussi in entrata e in uscita.

La galassia nel mirino. Tra le tante società della galassia Mascellani (Sinteco e tutte le sue consociate e Cir costruzioni, oggi in concordato preventino e Partxco, fallita, solo per citarne alcune) sui cui si sono già concentrate le verifiche degli inquirenti, potrebbe esserci anche la gestione del Basket Club, nell’epoca in cui Mascellani ne era il patron.

Quei flussi di denaro. Una verifica dei flussi in entrata e in uscita, in tutte le società, collegate - spiegano gli inquirenti - in una sorta di scatole cinesi finanziarie.

Del resto gli inquirenti hanno già eseguito queste verifiche sui rapporti delle società del gruppo, in parte, visto che le accuse mosse a Mascellani per bancarotta legata a Magazzini Darsena sono state originate dalle valutazioni dei movimenti tra Magazzini e Sinteco, società controllante, e non solo, ma anche sui «flussi finanziari tra tutte le imprese collegate a Magazzini Darsena spa», scrivono gli inquirenti nella nota stampa di giorni fa. Insomma, le imprese della galassia Mascellani.

Dalla Svizzera e ritorno. Flussi che poi che si perdevano in slalom finanziari in Svizzera, dove gli inquirenti ferraresi sono arrivati seguendo quelle tracce, ma prima della spedizione investigativa a Ginevra di aprile, di procura e finanza, non si aveva certezza che i soldi tracciati fossero attribuibili a Mascellani. La svolta dunque c’è stata a Ginevra, per l’inchiesta su Magazzini Darsena che è stata aperta a fine 2014/inizio 2015, che non vede indagato solo Roberto Mascellani.

Commercialista indagata. Negli atti compare infatti una commercialista, Elena Tapetto, liquidatrice di Magazzini Darsena: il suo ruolo è definito marginale, il coinvolgimento atto dovuto. E’ indagata anche lei per concorso in bancarotta, nell’inchiesta ormai al filo di lana, questa di Magazzini. Per la galassia Mascellani si vedrà.

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