Violoncello e pianoforte alla Rocca
A Bagnara di Romagna un concerto dedicato al periodo romantico della musica
Grazie al violoncellista Vittorio Ceccanti e al pianista Marco Vincenzi, risuoneranno note davvero preziose domani alle 21, alla Rocca Sforzesca di Bagnara di Romagna (RA), piazza IV Novembre, 3. Perché sempre, l’opus alchemicum, il processo alchemico che insieme sono in grado di generare pianoforte e violoncello rappresenta quanto di più vicino si possa immaginare alla “pietra filosofale della musica”, quella che trasforma il suono in oro, in pura magia. Non a caso. Perché il violoncello è stato definito lo strumento più vicino alla voce umana, per la sua meravigliosa espressività e sensualità sonora. Così come al pianoforte viene assegnato lo scettro di strumento “principe”, il più completo per possibilità tecniche ed espressive. Ed è nel romanticismo ottocentesco che il connubio di violoncello e pianoforte troverà piena espressione: per la duttilità sonora, la grandiosità espressiva e l'elegante lirismo delle armonie sonore che i due strumenti insieme riescono a produrre. Ecco dunque che il concerto del duo formato da Ceccanti e Vincenzi trova la sua ragion d'essere, proprio per Emilia Romagna Festival, con un programma interamente incentrato sul periodo romantico, con tre grandi autori che hanno composto questi brani tra il 1849 e il 1886, i tedeschi Robert Schumann e Johannes Brahms, ed il francese Cesar Franck. L’inizio della serata prevede l'esecuzione dei “Phantasiestücke opera 73” composti da Schumann nel febbraio 1849 a Dresda. A seguire il duo Ceccanti e Vincenzi proporrà la “Sonata in mi minore n. 1 op. 38” composta da Brahms tra il 1862 e il 1865 e caratterizzata da una straordinaria diversificazione e ricchezza nelle modalità d'interazione tra i due strumenti a cui la scrittura assegna compiti assolutamente paritari. Una sonata questa, che rientra senza dubbio nel novero dei capolavori del Brahms più autentico, ricca di richiami squisitamente romantici alternati tra il meditativo e l'appassionato. Gran finale con la “Sonata in la maggiore” composta da César Franck nel 1886, una delle pagine più belle dell'opera del grande compositore francese. La Sonata rappresenta anche uno dei primi esempi di “sonata ciclica” in cui il tema principale, esposto dal violino nel primo dei quattro tempi, dopo quattro battute di introduzione del pianoforte, viene riproposto in diverse rielaborazioni in tutti gli altri tempi.
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