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Bonifiche Ferraresi Sempre più biologico nei campi a Jolanda

Saranno convertiti centinia di ettari alla produzione green L’accordo con Legambiente presentato ieri a Grosseto

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Bonifiche Ferraresi sempre più bio, scommettendo sulle vecchie tradizioni agricole, sfruttando il letame nei campi e puntando sulle energie rinnovabili: la società agricola di Jolanda di Savoia, infatti, convertirà centinaia di ettari per avviarli alla produzione agricola di qualità, puntando sulla produzione del biologico, settore alimentare di orto-frutta trainante e in continua espansione anche in Italia e in tutta Europa. L’accordo è stato siglato con Legambiente e il progetto è stato presentato ieri a Grosseto dove è in corso Festambiente, manifestazione nazionale di Legambiente.

Per Bonifiche, la più grande azienda agricola italiana, con oltre 5.500 ettari di superficie agricola utilizzata, tra le prime in Italia ha adottato in tutte le lavorazioni agricole nuove tecnologie ed ha avviato con Enel un progetto per la realizzazione del primo distretto rurale in Italia dotato di autonomia energetica. Bonifiche punta dunque su una agricoltura responsabile che porta alla riscoperta di antiche tradizioni agricole (l’uso del letame) che con l'utilizzo delle migliori tecnologie e avanzate ricerche scientifiche, darà vita a produzioni alimentari di eccellenza in tutto il territorio nazionale. Per raggiungere questo obiettivo il primo passo sarà la conversione di alcune centinaia di ettari a biologico: le aree interessate saranno quelle di Jolanda di Savoia, qui l'azienda ha una superficie di oltre 4000 ettari e a Santa Caterina di Cortona, ad Arezzo, dove può contare su 1600 ettari.

«Apprezziamo la sensibilità di Bonifiche Ferraresi, azienda agricola più grande d'Italia, che ha scelto di convertire a biologico alcune centinaia di ettari - ha spiegato Rossella Muroni, presidente di Legambiente - dando un segnale significativo rispetto a questo tipo di agricoltura correlata con la sensibilità ambientale».

La Muroni era presente ieri alla cerimonia di firma dell'accordo insieme a Federico Vecchioni, amministratore delegato di Bonifiche Ferraresi che snocciola numeri e programmi: «Il concetto di sostenibilità - ha sottolineato l’amministratore - per noi di Bonifiche Ferraresi è parte integrante di tutte le nostre attività quotidiane». «Abbiamo avviato un piano di investimenti di 32 milioni di euro - continua Vecchioni - che ha visto importanti interventi già compiuti come la georeferenziazione di tutti i 5500 ettari di terreno coltivato, il rinnovamento del parco macchine con la partnership industriale con John Deere e il piano idrico per la gestione dell'acqua».

Tutto in linea dunque col piano industriale 2015-9 che ha abbracciato la filosofia «dal campo allo scaffale», con gli investimenti citati da Vecchioni per far diventare Bonifiche un volano per rilanciare l'agricolo italiano. Tutte cose che fanno dire all'ad di una azienda agricola che impiega 40 dipendenti fissi e 120 stagionali che adesso Bonifiche punta ad essere il «soggetto di riferimento per la grande agricoltura del futuro basata sulla sostenibilità, sul trasferimento di conoscenza e di tecnologia per la produzione di filiere alimentari d'eccellenza 100% Made in Italy, sinonimo di professionalità e occupazione di qualità, e difesa del territorio».

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