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Ferrara, escort uccisa in hotel: fermato l’assassino

Ferrara, escort uccisa in hotel: fermato l’assassino

Cluadio Villani, 56 anni, argentano, in carcere per aver accoltellato la donna. Era agli arresti per violenze a prostituta e 40 anni fa compì un altro delitto

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FERRARA. La corsa di Claudio Villani, ferrarese di 56 anni residente a San Nicolò di Argenta, è terminata ieri mattina sulla via Emilia nei pressi di Forlimpopoli. L’uomo, sospettato di aver ucciso Barbara Fontana, una escort di 47 anni, all’hotel Melograno, struttura a poche centinaia di metri dal casello autostradale della A13 Bologna-Padova, è stato intercettato da una pattuglia di carabinieri.

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Villani era ancora a bordo della Ford Ka rossa, che era di proprietà della sua vittima. L’argentano è stato fermato per omicidio pluriaggravato al termine dell’interrogatorio del pm di Forlì, Lucia Spirito. Dopo l’udienza di convalida, la prossima settimana dovrebbe essere portato in carcere a Bologna. È accusato anche di evasione per aver violato gli arresti domiciliari; pena che stava scontando per aver rapinato una prostituta che lo aveva denunciato. Villani, che nell’estate del 1976, ancora minorenne, uccise un’altra prostituta con un colpo di coltello, è difeso da un’avvocato d’ufficio del foro forlivese e ieri ha scelto di non rispondere al sostituto procuratore.

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L’uomo davanti ai carabinieri in caserma a Meldola avrebbe ammesso di aver ucciso la escort 47enne ma nella successiva audizione formale davanti al pm di Forlì Lucia Spirito, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ai militari avrebbe spiegato il movente del delitto con una patologia che gli rende problematico il rapporto con le donne. Queste dichiarazioni però non sono processualmente utilizzabili.

L’omicidio sarebbe stato compiuto con un coltello e un cacciavite (oltre 30 i colpi inferti alla vittima, tre dei quali mortali) che poi Villani avrebbe gettato via nel suo girovagare con l’auto della vittima. Avrebbe anche indicato, in maniera molto generica, il luogo in cui si sarebbe disfatto dell’arma del delitto.

Dopo l’omicidio Villani ha preso la Ka rossa della donna e ha girato per tutta la notte tra la provincia di Ferrara e la Romagna senza un vero progetto di fuga. Alle 7 del mattino in realtà sarebbe anche tornato all'hotel per poi allontanarsi di nuovo. L’auto è stata ripresa da una telecamera, a Castelbolognese, provenendo da Imola e, successivamente, da un’altra telecamera, in uscita dal territorio faentino in direzione Forlì. L’allarme partito dalla telecamera è stato ricevuto dai carabinieri di Faenza che, a loro volta, hanno allertato i colleghi di Forlì. I militari hanno notato l’auto, che era ricercata, e lo hanno seguito bloccandolo.

Villani non ha opposto resistenza e sarebbe uscito dall’auto a braccia alzate.

Nel frattempo, ieri mattina, mentre in Romagna Villani veniva fermato, a San Pietro in Casale, Ambra Crudeli, titolare dell’hotel Melograno, cercava di lasciarsi la storia alle spalle. «Noi non siamo abituati a queste cose, siamo un posto rispettabile e non mi sarei aspettata di trovarmi in una simile situazione», afferma la donna.

Villani secondo il racconto di lei, ha chiamato l’hotel mercoledì per prenotare una camera per il giorno seguente. «Giovedì mattina mi ha richiamato per chiedermi se la camera era già disponibile, gli ho detto di no e che lo sarebbe stata dalle 16. Alle 14 si è presentato all’hotel e ha atteso al bar adiacente». Una volta raggiunto l’orario l’uomo sarebbe andato in camera, la numero 35. Alle 17,30 una donna si è presentata al bar dicendo di avere una camera e senza passare per la reception, che era momentaneamente scoperta, è salita in camera.

«Verso le 19 è uscita, ho provato di fermarla per chiederle i documenti ma non me ne ha dato il tempo perché è uscita in fretta. Alle 21,40 - continua la titolare - è arrivata un’altra donna. Questa, effettuando regolare registrazione, ha detto che si sarebbe fermata per circa un’ora poi non l’ho più vista».

Il resto è già noto. Al mattino, verso le 7, quando era il momento di rassettare la stanza, la donna delle pulizie è entrata in camera e vedendo la donna a letto ha pensato di ripassare più tardi. «Era in posizione rilassata - prosegue la titolare - aveva il braccio sul viso, sembrava proprio che stesse dormendo. Quando ho visto però che non scendeva mi sono preoccupata, tornata in camera ho visto che era nella stessa posizione allora ho chiamato i carabinieri. Quando sono arrivati li ho accompagnati nella stanza e entrando si sono subito resi conto che la donna non stava dormendo».

Colpito da una trentina di coltellate, tre delle quali penetranti, il corpo martoriato di Barbara Fontana giaceva senza vita nel letto della camera numero 35.

 

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