Ferrara, respinte le offerte per acquistare Carife
Parte una nuova gara per le “good bank” ma i tempi sono strettissimi E potrebbe tornare in gioco per la soluzione finale anche il Fondo Interbancario
FERRARA. La vendita di Carife sta diventando una vera telenovela. E il tempo stringe, visto che mancano poche settimane al termine ultimo della cessione fissato dalle direttive europee per il prossimo settembre. Le tre offerte vincolanti giunte in luglio per l’acquisto in blocco delle “good banks” sono infatti state respinte. Secondo indiscrezioni confermate dal quotidiano economico “Il Sole 24 Ore”, nella ultime ore ai tre gruppi fondiari che avevano manifestato interesse per l’acquisto di Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Etruria, Banca Marche e la Cassa di Risparmio di Chieti - e una parte degli asset - è stata negata la possibilità di acquisto, spiegando ai rispettivi mittenti che le offerte per l’acquisizione dei quattro istituti di credito nati lo scorso novembre con il decreto salvabanche sono state considerate irricevibili.
Ovviamente ci possono essere motivi di forma all’origine della decisione del presidente Roberto Nicastro e del Cda della good banks di troncare sul nascere questo tentativo di vendita, ma con ogni probabilità il motivo scatenante sta nella bassa offerta per l’aggiudicazione con 400 milioni a fronte di un patrimonio che si aggira ad un cifra di un miliardo di euro superiore. Così, la procedura di vendita che era stata avviata lo scorso gennaio e aveva visto la presentazione delle offerte vincolanti da parte dei fondi Apollo e Lone star, oltre all’offerta del gruppo assicurativo Barets per le compagnia assicurative di Banca Etruria, torna al punto di partenza, con l’avvio di una nuova procedura di selezione competitiva.
E tornano potenzialmente in gioco anche tutti quei gruppi bancari che anche nel corso del commissariamento avevano manifestato interesse per l’acquisto delle good bank. Torna con forza anche l’ipotesi di un intervento del Fondo volontario del Fitd per acquistare Carife e le sue sorelle di sventura, anche per il prezzo di mercato sceso in questi mesi. Nei prossimi giorni, non ne mancano molti per la verità, si dovrà capire se queste manovre andranno a buon fine. Il mese di agosto 2015 fu fatale alla Carife perché perse il finanziamento salvifico del Fondo interbarcario, chissà, se a distanza di un anno, proprio il Fitd riesca in qualche modo a risolvere la complessa situazione delle vendita della Nuova Carife e delle altre banche. Il tempo comunque stringe e i margini di manovra non consentono tattiche attendistiche visto che tutto deve essere fatto entro settembre, salvo altre sorprese.
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