La Nuova Ferrara

Ferrara

LA DOMENICA

IL SINDACO, CAMELOT E L'ASSESSORE

di LUCA TRAINI

Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara sul pasticcio di Gaibanella

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FERRARA. Le responsabilità di Camelot, in quello che abbiamo battezzato il pasticcio dei profughi di Gaibanella, sono palesi. Responsabilità, al plurale, perché non c’è solo la superficialità con cui ha chiuso un accordo senza le necessarie verifiche e si è ritrovata ad aver preso una struttura sotto sfratto da chi mai, comunque, avrebbe potuto subaffittare. Prima ancora c’è l’errore strategico di poter immaginare una struttura come quella lì, nel contesto di una frazione di poche centinaia di persone in cui l’arrivo in blocco di trenta nigeriani avrebbe inevitabilmente sconvolto gli equilibri, nelle stanze lussuose e col bagno in camera di una villa destinata ad urtare la sensibilità di chi fatica ad arrivare alla fine del mese e ad alimentare inevitabilmente le polemiche. Quelle legittime e quelle pretestuose.

Errori, che non sono stati lasciati correre. Si racconta di un chiarimento  a porte chiuse dai toni molto duri, tra il sindaco della città e i vertici di Camelot, giovedì pomeriggio – e non c’è bisogno di dire chi sia andato giù duro e chi abbia tentato di difendersi. Eppure, al momento di uscire pubblicamente, ogni riferimento a Camelot è sparito. Il comunicato ufficiale del sindaco punta il dito altrove. Sulle forze dell’ordine, contro i sindaci che non fanno la propria parte nell’accoglienza e in ultima istanza sulla prefettura.

Lo strappo è clamoroso, ma l’insofferenza annunciata. Raccontata dalla Nuova anche martedì scorso, nel servizio sui sindaci emiliani del Pd che mandano un chiaro altolà al governo sui profughi (“questa terra è solidale ma non approfittatene, la misura è colma) e con Ferrara insofferente anche sull’orizzonte provinciale in cui, tra comuni che alzano le mani perché terremotati, sindaci che hanno già dato con altri flussi migratori ed altri che proprio hanno girato le spalle senza neppure rispondere alle convocazioni della Prefettura, il capoluogo si trova a gestire circa il 65% dell’accoglienza in provincia: 438 persone su 685 dicono i numeri più aggiornati. Non si può andare avanti così, diceva il sindaco. Non si andrà avanti così, ribadisce. Annunciando che dal 1° gennaio, scaduta la convenzione, l’Asp restituirà alla prefettura la gestione dell’accoglienza. Alla prefettura, che ha gli strumenti per agire d’imperio, come il prefetto ora ricorda richiamando i Comuni alla collaborazione.

La bordata di Tagliani sulle forze dell’ordine si riferisce alla serata concitata di Gaibanella, quella in cui l’assessore Sapigni avrebbe voluto preparare il terreno all’arrivo dei profughi e s’è ritrovata travolta dalle contestazioni. Una trappola ordita dalla Lega e da Casa Pound, con sobillatori di professione e militanti convocati da fuori, secondo il sindaco che accusa i tutori dell’ordine di aver sottovalutato una situazione che si annunciava esplosiva e non essere intervenuti a garanzia del dibattito democratico, o qualcosa del genere. Ma che avrebbero dovuto fare poliziotti e carabinieri, ma anche gli agenti della municipale che il Comune pure avrebbe potuto pure mandare e non lo ha fatto? Fare accedere solo i residenti? Dare e togliere la parola? Moderare il dibattito? Come avrebbero potuto intervenire in un confronto dai toni accesi e duri, ma rimasto nell’ambito della dialettica? Il dubbio che l’attacco del sindaco potesse essere indirizzato a sviare l’attenzione sulla gestione della serata da parte del suo assessore, resta.

Davanti al padrone della villa che si sbracciava per dire di non essere stato interpellato, di aver saputo dell’arrivo dei profughi dal giornale, che i gestori con cui Camelot aveva preso accordi erano sotto sfratto, di fronte ad una notizia esplosiva, capace di mandare a monte il progetto, la Sapigni non ha avuto la lucidità di chiedere un time-out, ma si è incaponita a voler raccontare ciò che si era preparata a dire, senza rendersi conto che forse non aveva più senso.

Un errore smaccato, che andrebbe riconosciuto.

Buona domenica

 

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