Martedì un sit-in davanti all’immobile della discordia. «Basta decisioni senza chiedere il nostro parere»
Non si placa a Gaibanella l'ondata di reazioni in seguito alla riunione di tra l'assessore Sapigni, gli addetti di Asp e Camelot e la cittadinanza . In paese non si parla d'altro, al punto che...
Non si placa a Gaibanella l'ondata di reazioni in seguito alla riunione di tra l'assessore Sapigni, gli addetti di Asp e Camelot e la cittadinanza . In paese non si parla d'altro, al punto che martedì 9 agosto verrà organizzato un sit-in davanti a Villa Modoni. Ed è un continuo scambio di opinioni tra chi manifesta la propria preoccupazione e chi critica il modo nel quale è stata condotta tutta l'operazione, dai rapporti con la cittadinanza agli aspetti legati alla gestione dell’accoglienza. «Condannare delle persone all'inedia e alla noia non è aiutarli, è una forma moderna di schiavitù - afferma una cittadina - non può esserci integrazione senza istruzione e senza dargli la possibilità di lavorare, questo è degradante moralmente». «Come si fa a metterli in una location tanto lussuosa nella quale non fanno niente tutto il giorno - le fa eco un vicino - temo che questo possa portare a problematiche di degrado e sicurezza». Inoltre il numero di ospiti previsti - 30 persone - è giudicato da tutti eccessivo, facendo temere che questo possa inficiare negativamente sulla vita e sulle attività del paese. Quello su cui gli abitanti di Gaibanella proprio non ci stanno è però passare per incivili, smentendo qualsiasi atteggiamento violento da parte loro e sottolineando come la loro fosse stata una contestazione accesa ma civile sul merito della questione. «Noi non vogliamo fare le barricate contro l'arrivo dei profughi - prosegue un altro cittadino - quello che noi contestiamo è il numero e come viene gestita la cosa, dalla mancanza di responsabilità in caso problemi all'atteggiamento dell'amministrazione nei nostri confronti, che credeva di metterci di fronte al fatto compiuto trascurando il nostro parere». Anche se questo è l'umore principale che si riscontra in paese, non manca neanche però chi avrebbe auspicato un confronto più civile e sereno, aspettando di conoscere questa realtà prima di emettere sentenze, e pure chi avrebbe preferito una minore intromissione da parte della politica. I proprietari della porzione superiore della villa Modoni- Ravalli, i signori Minghini, dal canto loro ribadiscono quanto sia stato scorretto, oltre che illegale, l'operato degli affittuari del piano terra - la società Gbs - i quali hanno subaffittato un immobile pignorato e nonostante lo sfratto esecutivo a loro carico, sottolineando però che tale pignoramento riguarda solo quella porzione di villa e non tutto l'immobile. Mentre i cittadini ribadiscono la valenza non certo politica del loro dissenso, è innegabile che la politica ha avuto un ruolo preponderante nell'accendere i riflettori sulla vicenda.
Marcello Ferrari
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