Società leader con una storia di 150 anni
Bonifiche Ferraresi sempre più azienda leader in Italia, nel settore agricolo. La società costituita da due aziende agricole a Jolanda di Savoia e Santa Caterina di Cortona, in provincia di Arezzo,...
Bonifiche Ferraresi sempre più azienda leader in Italia, nel settore agricolo. La società costituita da due aziende agricole a Jolanda di Savoia e Santa Caterina di Cortona, in provincia di Arezzo, ha un patrimonio verde di 5.500 ettari che ne fanno la più grande azienda italiana per superficie agricola utilizzata: numeri che per Bonifiche Ferraresi sono un unicum nel panorama italiano. Una tale estensione agricola, infatti, consente di applicare alla coltivazione dei terreni innovazioni tecnologiche impensabili in piccoli appezzamenti, con tutti i vantaggi delle economie di scala.
Se Bonifiche oggi è azienda leader, lo deve alla sua storia centenaria: fu costituita nel 1871 per bonifica di laghi, acquisto di paludi e terreni nel Ferrarese e località del Regno d'Italia e per la costruzione o l’acquisto di canali, corsi d'acqua, lavori d'irrigazione, moli, scali, ferrovie, strade e fabbricati. La proprietà fondiaria della società crebbe sino a superare, nel 1929, i 25.000 ettari, mentre nel 1942, la Banca d'Italia divenne il maggiore azionista di Bonifiche Ferraresi, che nel 1947 approda alla quotazione di Borsa. Tra il 1953 e il 1958, a seguito della Riforma agraria, e di espropri dell'Ente per la colonizzazione del Delta Padano, la proprietà della società si ridusse da 27.000 a 8.150 ettari. Poi l’oblio, fino al 2014 quando la società rinasce: attraverso un’Opa, Bonifiche Ferraresi Holding rileva le quote di maggioranza (60,3%) detenute dalla Banca d’Italia. E oggi Bonifiche Ferraresi Holding, che può vantare tra i principali azionisti Fondazione Cariplo, famiglia Gavio, Carlo Debenedetti e Sergio Dompè, controlla attualmente il 79% della società. Nel settembre del 2015 i Consorzi Agrari hanno deciso d’investire in Bonifiche attraverso Cai, holding che li raggruppa tutti, ma anche con il coinvolgimento di alcuni singoli consorzi del Nord Est, dell’Emilia e del Tirreno. Tra gli azionisti anche istituti di credito e soggetti attivi sul territorio che hanno deciso di investire nel progetto.
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