La Nuova Ferrara

Ferrara

«Abbiamo tante cose in comune»

«Abbiamo tante cose in comune»

A Cento cattolici e musulmani insieme per conoscersi e dire no al terrorismo

3 MINUTI DI LETTURA





CENTO. Cattolici e musulmani insieme, per un messaggio di pace, un gesto di amicizia e fratellanza. Uniti, prima nella chiesa di S. Lorenzo poi in piazza Guercino, per un dialogo intereligioso contro ogni atto terroristico. Nelle prime file alla celebrazione di ieri mattina, un'ampia rappresentanza della comunità islamica di Cento. In tanti, per esprimere solidarietà al mondo cattolico colpito dal barbaro omicidio di padre Jacques Hamel e dalla profanazione di un luogo di culto. Agli atti terroristici, don Stefano Guizzardi parroco di San Biagio, ha contrapposto il messaggio lanciato da San Giovanni Paolo II: «Il Papa ha parlato di dialogo, che porta a conoscersi, ad apprezzarsi, ad essere amici e a rispettarsi. L'esperienza di questa mattina va in questa direzione. Un gesto importante a condanna del terrorismo, che non appartiene a nessuna religione ed è nemico di tutti. Come figli di un unico Padre, abbiamo un obiettivo comune, proseguire nel percorso di comprensione e d'integrazione reciproca, in difesa e nella promozione, come ha esortato il Concilio Vaticano II, della giustizia sociale, dei valori morali, della pace e della libertà». Dall'altare di San Lorenzo, una preghiera per la pace, per una comunità in cui possano incontrarsi e convivere tante religioni, storie, lingue e sensibilità diverse, e in cui possa crescere l'impegno contro la violenza tra fedeli di diverse religioni. Poi il corteo.

Ad aprire gli interventi in piazza Guercino, il vicesindaco Simone Maccaferri: «Di fronte a momenti così tristi, è utile e bello incontrarsi per far prevalere il senso di comunità, allargata e inclusiva, sull'individualismo sempre più diffuso. Per l'integrazione, rimane comunque tanto da fare». Citando Jacques Delors (già presidente Commissione Europea) nel rapporto della Commissione per l'educazione per il XXI secolo dell'Unesco del 1996, Maccaferri ha parlato della necessità, oggi ancor più attuale, di «conoscersi meglio nel rispetto delle diversità culturali», e dell'impegno della politica, e dell'amministrazione locale, «ad incentivare dialogo e azioni formative». Presente anche il Pd, con il capogruppo Piero Lodi. In piazza, la preghiera recitata dall'imam di Cento Abdelmaaboud Elbeltagi, affiancato dal presidente del Centro culturale per la convivenza Adderrahim Faisel, da Samir Mouammine (responsabile culturale) e dal presidente del Centro culturale Islamico Iqra di Bologna Zulfiqar Khan, che detto: «Abbiamo assistito alla messa, poi ascoltato i versetti del Corano. Tante le cose che le nostre religioni, hanno in comune. Islam, in arabo, vuol dire pace. È l'opposto, e non ha nulla a che fare, col terrorismo. Allah dice che chi uccide un solo uomo, uccide tutta l'umanità, e chi salva un solo uomo, salva l'intera umanità. Noi tutti siamo fratelli, figli di un unico creatore, nati da Adamo. Allah dice di trattate bene ed aiutare genitori, parenti, poveri, vicini e compagni, di scuola come al lavoro, di qualsiasi religione siano. Come ci sono cattolici cattivi, gli attentati sono compiuti da musulmani cattivi, ma l'Islam non c'entra nulla. Qualsiasi atto di violenza, compiuto da un musulmano, non viene dal Corano. Per questo non si può dire che è il terrorismo è islamico».

Beatrice Barberini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google