Aveva già ucciso, era violento. Drogava e rapinava le ragazze
Nel 1976 Claudio Villani, uccise con 13 coltellate Maurizia Cavalieri Agnelli, “colpevole” di aver respinto le avance del ragazzo. All’epoca dei fatti era minorenne e, dichiarato incapace di...
SAN NICOLO'. Nel 1976 Claudio Villani, uccise con 13 coltellate Maurizia Cavalieri Agnelli, “colpevole” di aver respinto le avance del ragazzo. All’epoca dei fatti era minorenne e, dichiarato incapace di intendere e di volere, se la cavò con quattro anni di riformatorio. Forse negli anni a venire aveva cercato di lasciarsi tutto alle spalle, senza però riuscirci. Chi lo conosceva lo dipinge come un tipo «schivo, solitario e strano». Fino a una decina di anni fa lavorava in zona Lame (nel Bolognese) e viveva ad Argenta. Poi il licenziamento e il baratro. Una vita sempre in bilico, con lavori precari e saltuari, una storia con una donna finita dall’oggi al domani e la rabbia dentro per un mondo che girava sbagliato. Sfogava la sua frustrazione, la sua violenza sulle prostitute. E secondo le indagini in corso, dopo l’omicidio, contattava donne, le narcotizzava, stuprava e a volte derubava. Non a caso era agli arresti domiciliari a San Nicolò dopo che una prostituta lo aveva denunciato per rapina. Poi l’evasione e l’incontro con Barbara/Arianna, la vittima che aveva agganciato su un sito per escort. Anche lei sarebbe stata narcotizzata con un mix di farmaci sciolti nella bevanda e dopo essersi approfittato di lei le avrebbe inferto una trentina di fendenti, tre dei quali mortali al torace.
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