«Nella notte i carabinieri la cercavano»
L’allarme lanciato dal compagno della donna. La proprietaria dell’hotel: credevo che la Fontana se ne fosse andata
SAN PIETRO IN CASALE (BO). L’aveva cercata la notte dell’omicidio, perché non tornava a casa. I carabinieri telefonarono in piena notte all’hotel Melograno, per sapere se Barbara Fontana era ancora lì. Ma la titolare dell’albergo non vedendo più i documenti alla reception pensò se ne fosse andata: invece era nel letto della stanza, uccisa con 30 coltellate inferte da Claudio Villani. È questo il retroscena che emerge dopo il delitto della escort, di cui è accusato Villani, 56 anni, argentano.
Il compagno della donna uccisa aveva intuito subito che era successo qualcosa a Barbara. Infatti, l’uomo con cui la donna viveva alla Bolognina da tempo, aveva chiamato i carabinieri e lanciato l’allarme. E allora, torniamo alle 8 di giovedì sera. Quando Claudio Villani dopo essere evaso dalla casa di San Nicolò di Argenta dove è ai domiciliari, aveva raggiunto l’hotel per incontrarsi con prostitute. La prima donna che gli aveva fatto compagnia nel pomeriggio se n’era già andata. Intorno alle 9 nell’hotel entra un’altra donna, Barbara Fontana. «Le ho chiesto se si sarebbe fermata per la notte - racconta Ambra Crudeli, la titolare dell’albergo - e lei mi ha risposto che sarebbe rimasta un’oretta. E le ho detto che i documenti, utili per la registrazione, glieli avrei restituiti all’uscita».
La Crudeli resta all’accettazione fino a mezzanotte e cinquanta, ma la donna dalla stanza non esce. Va a letto e lascia i documenti alla reception: «Alle tre e mezza di notte - di venerdì, ndr - il mio cellulare ha iniziato a suonare, erano i carabinieri; dovevano fare una verifica, stavano cercando una certa Fontana. Li ho fatti entrare, il nome mi era familiare visto che avevo effettuato la sera prima la registrazione».
Alla reception però i documenti non c’erano più. «Aveva detto che non si sarebbe fermata per la notte. Non vedendoli più ho pensato che se ne fosse andata». Poi al mattino la proprietaria si affaccia alla stanza e resta interdetta: «Non ho riconosciuto la Fontana: i capelli mi sembravano diversi, pensavo fosse una terza donna, entrata senza registrazione». Poi accade l’incredibile: la Crudeli incontra Villani, tornato all’hotel a mezzogiorno, forse per portare via il corpo. Così chiede all’uomo i documenti della donna che dorme nella sua stanza e lui le risponde “me li faccio passare dalla finestra”.
Invece scappa. E scatta l’allarme ai carabinieri, dopo un’ora: «Non ero preoccupata, affacciandomi alla camera non avevo notato nulla di strano. Li ho chiamati - conclude la Crudeli - perché pensavo che l’uomo si stesse approfittando della struttura, mai mi sarei aspettata di trovarmi davanti a un omicidio». Per il quale Villani è in stato di fermo a Forlì, con l’accusa di omicidio pluriaggravato e evasione dagli arresti domiciliari.
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