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Rifugiati, Minarelli scrive al prefetto

Il sindaco di Portomaggiore: da noi una folta comunità pakistana, rischiamo di creare nuove criticità

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Non oppone al prefetto un no pregiudiziale, Nicola Minarelli, ma lo invita a tenere conto della «particolare situazione di questo comune». Il sindaco di Portomaggiore annuncia l’invio una lettera alla prefettura di Ferrara per illustrare la posizione dell’amministrazione locale dopo l’invito di Palazzo Giulio D’Este, rivolto in particolare ai territori ad accoglienza zero o con poche presenze di rifugiati sul territorio, ad offrire la massima collaborazione possibile nell’accoglienza ai richiedenti asilo. Questione diventata potenzialmente esplosiva dopo il ritiro della disponibilità da parte del sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, ad accettare il rinnovo della concessione, in scadenza al 31 dicembre, affidata dalla prefettura all’Asp del Comune capoluogo. Una rinuncia, maturata dopo il pasticcio di Gaibanella in un clima tesissimo sul nodo immigrazione, che metterà l’ufficio di corso Ercole D’Este nella condizione di doversi assumere direttamente l’onere di contattare i privati che intendono offrire aree o immobili per l’ospitalità degli asilanti. Minarelli non segue Bondeno nella sua campagna, sostanzialmente solitaria, di contrapposizione istituzionale ma, pur rimettendosi alle decisioni del prefetto, chiede una valutazione che consideri la specifica situazione sociale consolidatasi negli anni a Portomaggiore. Ricorda infatti il sindaco che negli ultimi 10-15 anni la comunità straniera, in particolare pakistana, presente sul territorio portuense è cresciuta da 200 unità a 1.700 su una popolazione di circa 12mila residenti. «Abbiamo dovuto affrontare i grossi problemi legati all’integrazione di queste persone – spiega Minarelli – e oggi, anche se non si possono definire completamente risolti, pensiamo di aver raggiunto una sorta di equilibrio». Il trasferimento di gruppi di richiedenti asilo all’interno dei confini del territorio del comune rischierebbe, a detta di Minarelli, «di condizionare questo equilibrio e potremmo trovarci in una situazione paradossale. Cioè tentare di risolvere un problema, che certamente c’è e il prefetto ha fatto bene a segnalarlo, facendone emergere due: rendere più difficoltosa l’integrazione della comunità già presente nel comune e aggiungere un nuovo fattore di instabilità o criticità». Un messaggio che non deve essere scambiamo per rifiuto ideologico o politico: «Abbiamo chiesto e continueremo a chiedere al prefetto di tenere conto di questo fattore ma non intendiamo metterci contro le istituzioni». Di fatto, a ieri,le barricate annunciate da Bondeno a seguito dell’appello del prefetto non hanno trovato emuli in nessun altro comune ferrarese.(gi.ca.)

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