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Ferrara

«Soldi del Palaspecchi alla sua Darsena»

di Daniele Predieri
«Soldi del Palaspecchi alla sua Darsena»

In procura le accuse di Tagliani all’imprenditore: voleva dirottare i 30 milioni di Cdp nel complesso, oggi al centro del crac

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FERRARA. Vi ricordate l’esposto del sindaco Tiziano Tagliani, depositato in maggio in procura, sull’ipotesi di un intralcio al progetto di recupero del Palazzo degli specchi? Quell’esposto ha un legame diretto con l’attualità di questi giorni, il crac Mascellani e la bancarotta fraudolenta della società Magazzini Darsena, proprietaria del complesso immobiliare abbandonato di via Darsena.

30 milioni da dirottare. Perché, come scriveva in modo netto il sindaco Tagliani, chiedendo verifiche alla procura sulle iniziative di protesta di Nicola “Naomo” Lodi, in realtà il suo obiettivo nell’esposto era soprattutto l’ingegner Roberto Mascellani, ritenuto “eccessivamente” critico per interessi personali sul progetto di recupero del Palaspecchi deciso dal Comune di Ferrara. L’intenzione di Mascellani sarebbe stata - secondo Tagliani - quella di dirottare i fondi di Cassa depositi e prestiti (30 milioni di euro) sul complesso di via Darsena, non ultimato e invenduto, e oggi al centro del fallimento e dell’inchiesta per bancarotta fraudolenta per distrazione.

«Tutto questo (attacchi, critiche, proteste, ndr) - scriveva Tiziano Tagliani nell’esposto - ha l’esplicito intento di deviare i fondi destinati al Palaspecchi su un altro edificio il cui referente (non lo scrive, è Mascellni, ndr), già in uno stato di conclamata crisi finanziaria, non ha fatto mistero di ambire a distrarre sui propri complessi immobiliari il progetto di housing sociale riguardante il Palazzo degli specchi».

Turbativa amministrativa. Quello di Tagliani era sì un attacco diretto, pur in punta di diritto e codice penale contro Nicola Naomo Lodi per «minacce e violenza a corpo politico»: lo accusava di aver delegittimato decisioni assunte da giunta e consiglio comunali, per aver messo in campo una «rilevante e già ormai concretizzata turbativa dell’azione amministrativa - scriveva Tagliani - che rischia di compromettere l’investimento di 3 milioni deciso da Acer e i 30 milioni assicurati da cassa depositi e prestiti per la realizzazione del progetto di recupero». Delle proteste di Naomo Lodi, in questo ultimo anno, sappiano tanto. Delle critiche di Mascellani - troppo interessate, per il sindaco - poco o nulla. Il sindaco le elenca: partendo dal passato quando dal 2011, il consiglio comunale - all’unanimità - approva la delibera 103786 per il progetto di housing sociale, l’intervento su Palaspecchi e si mette in moto la macchina per recuperare la “cattedrale nel deserto”.

Le critiche di Mascellani. Alla gara per l’housing sociale, spiega Tagliani, «non presero parte le società del gruppo Mascellani» che, però, poi, in incontri coi vertici Acer «non esitò a esprimere il proprio disappunto per l’intero progetto sul Palaspecchi». Dopo premesse e articolate spiegazioni su ciò che Naomo Lodi ha fatto o vorrebbe disfare (la demolizione del Palaspecchi), il sindaco accosta Lodi a Mascellani: «L’obiettivo complessivo cui mira l’azione di Lodi non può essere tuttavia adeguatamente compresa senza considerare le parallele iniziative assunte dall’ingegner Roberto Mascellani. Il quale essendo proprietario di società del Gruppo Sinteco, in concordato, cui è riconducibile il complesso di via Darsena, non ha esitato a suggerire a Cdp una diversa destinazione dei fondi di oltre 30 milioni di euro già destinato alla operazione Palaspecchi».

La proposta di Mascellani. Mascellani dunque avrebbe proposto a Cassa depositi e prestiti, «di dirigere il fondo da 30 milioni a favore del complesso di via Darsena, perché - sottolinea il sindaco -, a suo dire avrebbe reso più conveniente l’iniziativa di housing sociale sul Palaspecchi, viceversa abbattibile senza eccessivi costi tramite società indicate dallo stesso Mascellani». Insomma, ti demolisco il Palaspecchi (la proposta che fa Naomo Lodi) e il progetto si trasferisce in Magazzini Darsena.

Al Tar per bloccare tutto. Nell’esposto di Tagliani - ovviamente atto parziale da valutare in procura - Tagliani aggiunge anche un altro ipotetico intralcio. Il ricorso al Tar che Mascellani presenta contro la variante al piano di recupero del Palaspecchi deciso dalla giunta, che avrebbe cambiato il progetto iniziale del Palaspecchi e che porta la firma di Mascellani. «Un ricorso chiaramente tardivo e pretestuoso - scrive Tagliani - che altro non si prefigge se non bloccare l’azione del Cdp, nella premessa (ben nota a Mascellani ed esplicitata nei messaggi inviati da Paola Belmonte, responsabile progetto, al Comune) che Cassa depositi e prestiti non può finanziare operazioni riguardanti beni oggetto di contenzioso».

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