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Risarcimenti per 400mila euro per le trasfusioni infette

Risarcimenti per 400mila euro per le trasfusioni infette

L’atto firmato dall’Asl di Ferrara riconosce ai pazienti gli arretrati sugli indennizzi. La somma andrà a sanare una parte del contenzioso delle parti lese in provincia

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FERRARA. Quasi 400mila euro per compensare una parte del danno «irreversibile» subìto da chi si è sottoposto a trasfusioni di sangue infetto. Il documento che indica la somma complessiva, 397mila euro, destinata a sanare il lunghissimo contenzioso sulla rivalutazione dell’indennizzo è stato firmato dal direttore del Dipartimento Sanità pubblica dell’Asl di Ferrara, Giuseppe Cosenza, il 25 luglio scorso. L’atto giunge al termine di una battaglia legale durata decenni sul diritto al risarcimento dei pazienti, una condizione che interessa diverse centinaia di persone solo in provincia di Ferrara. Persone, in particolare emofiliaci e talassemici ma anche trafusi occasionali, che si sono ammalate di Aids o di epatite B o C dopo la somministrazione di sacche di sangue o emoderivati che non erano state sottoposte ai dovuti controlli sanitari. Si tratta di vicende che risalgono anche a 20-30 anni fa (oggi i controlli sul sangue sono costanti e rigorosi) e che hanno generato ricorsi e cause civili.

Per raggiungere lo scopo, a fianco dei danneggiati e delle loro famiglie, sono scesi in campo i cosiddetti Tribunali del malato e gli uffici legali che hanno assistito i titolari del diritto. La vicenda è stata più volte trattata anche sui tavoli della Corte di Giustizia europea che ha emanato alcune sentenze di condanna per lo Stato italiano. A Ferrara si registra l’annoso impegno del Centro di Tutela dei diritti del malato, con gli avvocati Angelo Ressa e Antonio Gatto che hanno seguito passo passo la vicenda.

La determina dell’Asl, che l’ha assunta per conto della Regione, cerca di chiudere uno dei numerosi versanti della vicenda: quello relativo alla rivalutazione degli indennizzi chiesti dalle parti lese nel corso degli anni. Lo Stato ha adottato una serie di normative poi aggiornate che riconoscevano il diritto all’indennizzo ma ne limitavano di fatto l’accesso.

Da qui il fiorire di azioni legali e ricorsi, in parte esaminati dai giudici europei, che hanno visto riconoscere il diritto a ricevere gli arretrati anche ai pazienti ferraresi.

Un altro capitolo della storia è legato all’introduzione della legge che nel 2014 ha disposto il pagamento di un risarcimento-sanatoria di 100mila euro ai pazienti che hanno denunciato negli anni gli effetti biologici di quelle trasfusioni infette. Un binario che corrisponde ad un altro iter amministrativo e a un altro stanziamento di risorse che va incontro alle richieste delle persone danneggiate, ferraresi e italiane. Si calcola che in tutto il Paese le persone che hanno subito danni da trasfusioni o vaccini infetti siano circa 120mila. (gi.ca.)

 

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