Ambulanze, i volontari: «Diffamati da Cgil e Cisl»
Le sette associazioni che gestiscono parte del trasporto d’emergenza sanitaria annunciano querele e replicano: noi salviamo le vite e continueremo a farlo
Per giorni hanno masticato amaro, scorrendo i dubbi e le critiche che in particolare Cgil Fp e Cisl Fp hanno rivolto alla delibera dell’Asl che affida un’altra quota del trasporto pazienti in emergenza sanitaria alle organizzazioni del volontariato. Ora minacciano querele, scrivono le loro denominazioni per esteso (Assistenza Pubblica Estense, Voghiera Soccorso, Nico Soccorso, Comacchio Soccorso, Sant’Agostino Soccorso, Valle Pega, Pubblica Assistenza Città di Portomaggiore e Berra Soccorso) e con quelle firme replicano ai due sindacati per spiegare che le associazioni di volontariato operano da anni nel settore del trasporto pazienti in emergenza sanitaria «nel rispetto delle normative e obblighi previsti» e lo fanno assieme alle altre organizzazioni «del terzo settore come le cooperative sociali». I sette sodalizi lamentano di essere divenuti il bersaglio di una «campagna mediatica, in queste ultime due settimane, che getta un’ombra sul volontariato e, soprattutto, mira a sminuirne il valore sociale». A contribuire al sostegno e all’erogazione del servizio sono invece associazioni con un organico «di 500 volontari, 40 dipendenti e diversi mezzi di trasporto regolarmente accreditati e autorizzati alla loro funzione». Soggetti abilitati «a svolgere tale servizio con accreditamento rilasciato dall'Agenzia Regionale Emilia-Romagna e con autorizzazione sanitaria rilasciata dal comune di competenza, a seguito di verifiche svolte dal competente servizio di Sanità Pubblica». Gli operatori, proseguono le associazioni, sono «nostri dipendenti, con volontari di supporto, entrambi formati sotto la guida dell’Asl».
Personale che ha frequentato «corsi di formazione di Basic Life Support e Defibrillazione precoce, PBLS, PTC (prehospital trauma care), corso di Guida Sicura e nozioni di primo soccorso, oltre a corsi di addestramento ed esercitazione alle attività di soccorso sul territorio sotto la direzione di centri di formazione dell'Asl».
Uguali e obbligatori sono i livelli di qualità e competenza professionale richiesti dalla legge per il personale adibito ai servizi di trasporto d’emergenza sanitaria: non c’è differenza - rimarcano gli estensori del documento - fra volontariato altri soggetti accreditati. Ai sindacati ribattono che «ogni limite è stato raggiunto, specialmente dopo alcune dichiarazioni della Cgil Fp e della Cisl Fp, che qui riportiamo "... di trovarsi di fronte ad una legittimazione del lavoro nero, di cui faranno le spese le stesse persone nelle associazioni, ed i cittadini..."».
Affermazioni ora al vaglio degli uffici legali degli operatori del volontariato che ritornano sul punto: «Non comprendiamo - riporta il testo del comunicato - in che modo i nostri operatori "faranno le spese" di un "lavoro nero" che resta un’affermazione diffamante e lesiva della dignità di ciò che siamo e che rappresentiamo».
Le associazioni che supportano il servizio d’emergenza sanitaria 118 sono «tutte accreditate dalla Regione Emilia-Romagna - prosegue la nota stampa - quindi non comprendiamo se Cgil e Cisl insinuino che i nostri volontari non siano preparati ad affrontare l’emergenza territoriale. Tutte le associazioni sono accreditate sin dal 2013, e la maggior parte sono attive da alcune decine di anni, e ci chiediamo quali casi di malasanità avallino il deprecabile attacco portato avanti da Cgil Fp e Cisl Fp? Noi le vite le salviamo e continueremo a farlo anche dopo questa campagna mediatica che, a nostro avviso, danneggia tutto il servizio 118».
A testimoniare l’importanza del settore non solo per la sanità ma per moltissimi campi in cui l’impegno del volontariato è fondamentale c’è, ricordano le associazioni, la legge 266 del 1991 dedicata proprio a questa forma di organizzazione sociale. Il testo si conclude con alcune affermazioni dirette, questa volta, ai cittadini. «Il servizio 118 non è assolutamente a rischio, si tranquillizzi la cittadinanza - ribadiscono le sette associazioni - Il volontariato continuerà a servire con professionalità i cittadini della provincia di Ferrara come ha sempre fatto; conveniamo tutti nella solidarietà nei confronti di chi perde il lavoro, ma la strada per ritrovarlo non è certamente "sparando a zero" contro il volontariato; non è cambiato nulla in merito alla qualità del servizio erogato ai cittadini».
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