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La solidarietà dei lavoratori Softer ai dipendenti Cidas

La solidarietà dei lavoratori Softer ai dipendenti Cidas

I lavoratori e la Rsu Cgil di Softer, azienda del petrolchimico di Ferrara, esprimono «piena solidarietà nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori di Cidas reparto ambulanze che in questi...

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I lavoratori e la Rsu Cgil di Softer, azienda del petrolchimico di Ferrara, esprimono «piena solidarietà nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori di Cidas reparto ambulanze che in questi giorni, a causa di una scelta alquanto discutibile da parte dell' Azienda Asl di Ferrara di affidare il servizio ambulanze alle Associazioni di Volontariato, rischiano seriamente il loro posto di lavoro».

«Riteniamo non ci fosse bisogno di una mossa di questa portata sul nostro territorio - ribadiscono lavoratori e il sindacato di Softer - già gravemente colpito dalla carenza di posti lavoro. Riteniamo inoltre che non sia plausibile la ragione del risparmio la cui entità (circa 170.000 euro) per quanto ci riguarda non può valere il posto di lavoro di 12 addetti formati professionalmente e capaci, come l’azienda per la quale lavorano, coop Cidas, di rendere un servizio di qualità alla cittadinanza». La scelta assunta per ragioni di tipo economico «si ripercuoterà anche sui cittadini ai quali verrà offerto un servizio di ambulanza senza il medico a bordo e con autisti che svolgeranno la loro pregevole attività sotto forma di volontariato - scrive il sindacato - Tutto questo secondo noi rappresenta un altro attacco al diritto alla salute e al servizio pubblico, sempre meno pubblico e sempre meno servizio».

Ultima considerazione: «Dietro alla scelta di Asl si sta materializzando un altro attacco al mondo della cooperazione e a Lega Coop a cui va la nostra soliderietà in questo momento di difficoltà - riporta il testo - Chiediamo alla politica e alle istituzioni di dare il giusto risalto e sostegno a questa iniziativa di lotta per trovare in breve tempo una soluzione condivisa. Pensare di mettere in competizione il lavoro vero con il volontariato facendolo per ragioni economiche e di politica aziendale riteniamo sia inaccettabile».

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