Muore dopo la puntura di una vespa
La vittima è un pensionato di 72 anni che stava raccogliendo vongole. Si trovava in vacanza con la moglie
LIDO DI VOLANO. Un turista bresciano di 72 anni ha perso la vita, dopo la puntura di un insetto, con ogni probabilità una vespa, mentre era intento a raccogliere vongole nello scannone di Goro. La tragedia, che è costata purtroppo la vita a Luigi Righini, residente a Piamborno, frazione del Comune di Piancogno (provincia di Brescia), si è consumata poco prima della 17 di ieri, davanti ai briccoli situati nello scannone di Goro, a circa due km. a nord del bagno Cormorano del Lido di Volano. Secondo le informazioni trapelate sul posto, Righini era in compagnia del fratello, che per primo avrebbe lanciato la richiesta di aiuto al 118 e che avrebbe riferito ai soccorritori quanto riportato dal congiunto, pochi istanti prima che questi si accasciasse sulla sabbia. Da Ravenna è decollata alle 17.11 l’eliambulanza, che è atterrata proprio sul tratto di arenile in cui è stato soccorso il turista, mentre da Lagosanto è giunta anche l’ambulanza del Delta. Trattandosi di un’area impervia e difficilmente accessibile, i soccorritori dell’ambulanza sono stati accompagnati per un tratto a piedi dal titolare del bagno Cormorano, Athos Ferroni, alla guida del suo trattore. «Mi sono messo a disposizione dei soccorritori – spiega Ferroni – e ho aperto la sbarra che consente di accedere alla riserva naturale con i veicoli. Sono poi arrivati i carabinieri di Porto Garibaldi e la Guardia Costiera. Dopo un po’ ho visto anche la moglie dello sfortunato, che è stata accompagnata con un motoscafo. E’ stato uno strazio». Il referto del medico soccorritore che ha dovuto constatare il decesso del turista 72enne, parla di arresto cardiaco, ma saranno le indagini affidate ai carabinieri di Porto Garibaldi a fare chiarezza sulla esatta dinamica di quanto è accaduto. «Ho appreso che quel povero turista – aggiunge il titolare del bagno Cormorano -, era allergico alle punture delle vespe e anche la moglie lo riferiva disperata, specificando che suo marito aveva in auto il prodotto, l’antidoto da usare in casi come questo. Ma purtroppo non ha fatto in tempo». Il magistrato di turno in serata ha disposto la restituzione della salma di Righini alla famiglia. Da Comacchio verso le 21.30 sono giunti i necrofori del cimitero di Valle Isola, i quali non potendo accedere con il furgone nel’area in cui è avvenuto il decesso, sono stati aiutati a trasportare la bara zincata a mano da Athos Ferroni ed Erry Gelli del bagno-ristorante Cormorano e da un carabiniere. La salma ora si trova nella camera mortuaria dell’ospedale San Camillo. Il turista deceduto, probabilmente per shock anafilattico, si trovava in vacanza in camper con la moglie. «Quella è una zona di spiaggia libera isolata e distante dal Lido di Volano – conclude Athos Ferroni – e difficilmente raggiungibile. Ho dato una mano come ho potuto».
Katia Romagnoli
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