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riconosciuti gli arretrati sugli indennizzi

Sangue infetto, in provincia sono 700 i danneggiati

Sangue infetto, in provincia sono 700 i danneggiati

Sono circa 700 i cittadini ferraresi che hanno chiesto il risarcimento per i danni subiti dalle trasfusioni di sangue infetto. Il conto lo ha tenuto l’avvocato Angelo Ressa, che assieme al collega...

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Sono circa 700 i cittadini ferraresi che hanno chiesto il risarcimento per i danni subiti dalle trasfusioni di sangue infetto.

Il conto lo ha tenuto l’avvocato Angelo Ressa, che assieme al collega Antonio Gatto ha collaborato per anni con il Centro tutela dei diritti del malato di Ferrara per assicurare gli indennizzi richiesti alle persone che hanno pagato il prezzo degli inadeguati controlli sulla qualità del sangue e degli emoderivati utilizzati per le trasfusioni. Fatti che risalgono anche a 30-40 anni fa (da tempo ormai i controlli sanitari garantiscono la sicurezza delle donazioni) ma i cui effetti legali, in particolare l’esito delle istanze di risarcimento, si sono trascinati fino ai giorni nostri. L’Asl, il 25 luglio scorso, ha costituito il fondo (397mila euro) attraverso il quale saranno integrati gli indennizzi ricevuti dallo Stato. Si tratta di soldi riconosciuti come arretrati rispetto alle somme ricevute a titolo di risarcimento dai pazienti infettati (Aids, epatite B o C) a seguito delle sentenze dei tribunali nazionali o della Corte di Giustizia europea, alla quale si sono rivolti diversi gruppi di cittadini italiani. Ma questo è solo uno degli aspetti di una vicenda che anche dal punto di vista normativo ha una storia molto lunga. Nel 2014, a seguito delle pressioni degli ammalati, lo Stato si è mosso e ha riconosciuto ai pazienti un risarcimento di 100mila euro (20mila euro per chi si è infettato tramite vaccinazione obbligatoria) ponendo tra le condizioni per l’erogazione, spiega l’avvocato Ressa, una serie di limiti temporali. Tra queste la scadenza del 31 dicembre 2017 per la liquidazione del risarcimento. A Ferrara sono circa 200 le persone che rientrano in questo gruppo e una cinquantina hanno già ricevuto la somma. In Italia sono circa 7-8mila, mentre sono 120mila le persone che si sono ammalate a causa di trasfusioni infette (emofiliaci, talasemici, trasfusi occasionali). (gi.ca.)

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