«Vogliamo avere ciò che ci è stato tolto»
Le associazioni dei risparmiatori: oltre all’indignazione per il tempo perduto chiediamo il recupero dei risparmi
La notizia del rinnovato interessamento del Fondo Interbancario per la tutela dei depositi sulla cessione delle quattro good banks e in particolare di Carife sta creando fermento nel mondo economico locale, ma soprattutto tra le migliaia di risparmiatori rimasti azzerati con il decreto salvabanche. Dopo le accuse e lo sfogo di Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione Carife - che puntava l’indice sulle autorità bancarie e politiche per aver perso un anno oltre che a risparmi per milioni di euro - non sono tardate ad arrivare anche le considerazioni dei rappresentanti di quelle associazioni di risparmiatori ferraresi che in questi mesi si sono mobilitate per cercare di far riavere ad azionisti e obbligazionisti subordinati il capitale perduto.
«Concordiamo - dicono Marco Cappellari e Mirko Tarroni, rispettivamente presidente dell’associazione Amici di Carife e coordinatore dell’associazione Risparmiatori Azzerati - l’analisi di Maiarelli, che sono cose già ribadite a più riprese. Si è perso molto tempo. Adesso poi è un momento dove purtroppo i giochi si fanno altrove e non è più possibile intervenire da Ferrara per risolvere il caso Carife. Questo è il motivo per cui le nostre associazioni non mollano la presa e siamo impegnati a fare qualcosa che vada oltre la semplice e legittima protesta di pancia del risparmiatore deluso».
Le associazioni di Tarroni e Cappellari, dopo aver organizzato lo scorso 3 aprile al Teatro Comunale la più partecipata manifestazione di risparmiatori in tutti i territori delle quattro banche, sono poi reduci da una visita lo scorso 21 luglio nella sede della Banca d’Italia a Roma per incontrare Stefano De Polis, direttore dell’unità di risoluzione e gestione delle crisi degli istituto, in sostanza il capo dei vari commissari.
«Abbiamo portato l’indignazione di un’intera comunità - dicono Cappellari e Tarroni - che ha visto una gestione del caso Carife a dir poco disatrosa. Abbiamo spiegato che dopo 7 anni di presenza di Banca d’Italia prima con la vigilanza e poi con il commissariamento e con la nuova gestione, siamo arrivati a questo. Persino il sindaco ha chiesto la testa del governatore Visco. Dopo la doverosa indignazione, gli abbiamo chiesto un intervento ed era lo stesso giorno che dovevano arrivare le offerte per l’acquisizione. In quel momento si parlava solo di fondi. Abbiamo chiesto di rimettere sul tavolo un discorso di soluzione Fitd per la banca. Per quanto riguarda i risparmiatori, gli abbiamo chiesto di trovare una soluzione da tecnici per cercare un rimborso totale degli obbligazionisti e dare speranze anche agli azionisti. Siamo determinati perché vogliamo riavere ciò che ci è stato tolto».
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