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Ferrara, espulso presidente di un centro islamico

Ferrara, espulso presidente di un centro islamico

Si tratta di un albanese residente in provincia, la decisione adottata dal ministro Alfano: motivi di sicurezza dello Stato. Alan Fabbri (Lega): si passino al setaccio queste moschee mascherate

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FERRARA. Il presidente di un centro islamico del Ferrarese è stato espulso per motivi di sicurezza dello Stato con un provvedimento del ministro dell'Interno Angelino Alfano.

Lo ha reso noto il titolare del Viminale ricordando che si tratta della quarantaduesima espulsione dall'inizio del 2016 mentre sono 108 i soggetti espulsi dal 2015.

L'uomo, un albanese residente nel Ferrarese, secondo le indagini aveva iniziato a diffondere pratiche religiose particolarmente rigorose da quando, poco tempo fa, era diventato presidente del centro.

«Ho deciso la sua espulsione - ha sottolineato Alfano - perché svolgeva un'attività di proselitismo rivolta ai fedeli con un linguaggio denso di tratti di fanatismo e consultava online, freneticamente, siti con contenuti riferibili allo Stato Islamico, dimostrando una chiara insofferenza nei confronti della cultura occidentale e un forte astio contro i Paesi sostenitori della coalizione internazionale»

«Si sveglino i benpensanti. Anche la provincia di Ferrara dimostra di non essere a rischio zero, anche per colpa di chi troppo ha tollerato. Ora ci auguriamo che si passino finalmente al setaccio i, cosiddetti, centri culturali islamici (che altro non sono che moschee mascherate) e che a livello nazionale si imponga una moratoria sulle nuove autorizzazioni. L'allarme lanciato nei giorni scorsi dal sindaco di Bondeno Fabio Bergamini venga ascoltato e tutti i sindaci condividano misure di contrasto al proliferare dei centri culturali islamici, come Bondeno da anni ha messo in campo. L'Islam non è una religione qualsiasi: se le istituzioni non lo capiscono o sono illuse o sono complici». Così il capogruppo leghista in Regione Emilia Romagna Alan Fabbri dopo l'espulsione di un albanese radicalizzato dalla provincia di Ferrara.

«Quanto abbiamo detto si sta pericolosamente avverando: da sempre predichiamo cautela sui centri islamici, chiediamo di fermarne il proliferare, invochiamo controlli rigorosissimi su quelli esistenti e uno stop all'immigrazione selvaggia. Ma il Pd ne ha sempre fatto una questione ideologica, peccando di colpevole leggerezza. Ci vuole ordine e rigore nelle verifiche. L'Europa è sotto minaccia e i territori non possono abbassare la guardia. Sulla comunità islamica tutta dobbiamo accendere non uno ma migliaia di riflettori: è troppo forte il rischio di radicalizzazione e l'Islam moderato appare sempre più una favoletta a uso e consumo dei buonisti di turno. Il Partito democratico tutto dovrebbe battersi il petto. Ci aspettiamo chiarimenti anche da parte dei responsabili delle comunità islamiche locali. E' possibile che nessuno sapesse nulla? E' possibile che fino ad oggi nessun islamico abbia denunciato?».

«Ci auguriamo - sottolinea Fabbri - che dopo l'ennesima espulsione dell'islamico di turno, questa volta a pochi chilometri dalle nostre case, il presidente della Provincia Tagliani si svegli e, invece di stringere la mano a questa gente (come accaduto il 23 novembre scorso, a Ferrara), si faccia portavoce della diffusa esigenza di sicurezza, manifestata da sindaci come Bergamini e dai cittadini. L'espulsione di oggi dimostra che il problema Islam esiste ed è più vicino di quanto si possa pensare e che l'allarme lanciato dalla Lega Nord, ancora una volta, era reale e concreto».

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