Ferrara, insulti e danni agli autisti volontari
Sanità, lo scontro sui trasporti. Minacce su Fb, rotto il radiatore di un’ambulanza di Comacchio Soccorso, stanze a soqquadro: ieri la denuncia in questura
FERRARA. Si avvelena lo scontro sull’affidamento del servizio dei trasporti sanitari di emergenza alle associazioni volontarie. Alle dichiarazioni sindacali e alle legittime proteste da parte di chi teme per il proprio posto di lavoro, si sono aggiunte in questi giorni alcune gravi manifestazioni di ostilità che suonano come una dichiarazione di guerra: sabotaggi, scritte offensive, danneggiamenti che hanno avuto come bersaglio i volontari in generale e il presidente di Comacchio Soccorso, Ivan Ghirardelli, in particolare.
I primi segnali di allarme sono circolati su facebook: “comunista di m...”, “ti spacchiamo la faccia”, “ora avrai le spese sanitarie gratis, con tutto il lavoro nero che fai”. E ancora: “Ti aspetto al varco, e non ti andrà bene come il tunisino che ho tirato su”. Nei post, il cui autore non si nasconde dietro a un nickname, Ghirardelli viene indicato con le iniziali, I.G., con tanto di commenti sulla sua forma fisica che, per lo scrivente, non gli consentirebbe di svolgere adeguatamente i suoi compiti di autista soccorritore.
Qualcun altro ha invece sfruttato un innocuo avviso affisso a un distributore automatico (“Chi avesse trovato mazzo di chiavi con laccio Cidas portare in centrale operativa. Grazie”) per aggiungere sotto: “Saranno stati i volontari!!”. E per tutta risposta un’altra mano ha chiosato a margine: “Sicuramente, con la voglia di soldi che hanno!!”.
Lunedì invece alle parole si è passati ai fatti. Verso le 14, in pieno orario di attività, Ghirardelli è stato avvisato da un collega che l’ambulanza di Comacchio Soccorso perdeva liquido: «C’era un grosso buco nel radiatore, e tutto porta a pensare a un’azione deliberata, a un sabotaggio», interviene lo stesso Ghirardelli accanto al suo legale, l’avvocato Giovanni Montalto. Per poter proseguire il servizio, lunedì si è ricorsi a una soluzione-tampone tramite un turafalle e una vite; ieri l’ambulanza invece è stata riparata con una spesa di 171,62 euro (come riportato dalla fattura) sostenuta dall’associazione. Come se non bastasse sempre lunedì le stanze adibite al riposo degli autisti - accessibili a chiunque - sono state messe a soqquadro. Tutto è avvenuto all’ex ospedale Sant’Anna di corso Giovecca dove dal 1º agosto (data dell’entrata in vigore della delibera dell’Asl) Comacchio Soccorso ha trovato sede provvisoria in attesa del trasferimento presso la caserma dei vigili del fuoco.
Segnali di un clima arroventato che, interviene l’avvocato Montalto, non vanno sottovalutati. Per questo insieme al suo assistito ieri è andato in questura a esporre i fatti e a fornire alla squadra mobile tutti gli elementi per poter svolgere le necessarie valutazioni.
«Si tratta di gravi azioni intimidatorie, frutto di una campagna politicamente dissennata da parte dei sindacati - accusa senza mezzi termini Montalto - La normativa europea che contempla l’affidamento dei trasporti d’emergenza ai volontari risale al 2014. Ma anziché prendersela con i dirigenti Cidas che in tutto questo tempo non sono riusciti a salvaguardare dodici posti di lavoro, i sindacati hanno sparato nel mucchio con espressioni offensive e diffamatorie, come associare l’attività dei volontari al lavoro nero. Tutto questo è inaccettabile e ci rivolgeremo a tutte le sedi per tutelarci».
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