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Ferrara, un’altra donna morta nel passato di Villani

di Daniele Predieri e Maria Rosa Bellini
Ferrara, un’altra donna morta nel passato di Villani

Anna Visentini aveva 72 anni, venne trovata annegata nel Po di Volano tra Codigoro e Massa Fiscaglia. Fu un suicidio per l’inchiesta, si sospettò di lui ma non venne mai indagato

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CODIGORO. Ha ucciso giovedì scorso una escort in una stanza d’albergo, ma potrebbe averlo fatto tante altre volte, accanendosi sulle donne che pagava, nella sua vita sbilenca, segnata 40 anni fa a Lido Estensi dalla morte di un’altra donna, Maurizia Cavalieri, che lavorava come donna delle pulizie in un locale e che uccise, lui appena 16enne, perchè lei rifiutò le sue avances. Ma Claudio Villani, 56enne, ferrarese, accusato dell’omicidio di Barbara Fontana, la donna che aveva incontrato e ucciso la settimana scorsa, ora dovrà fare i conti anche con altri fantasmi del suo passato, recente, che nel 2012 portarono gli inquirenti - i carabinieri di Codigoro e Comacchio- ad accostare il suo nome, senza mai indagarlo però, alla morte di un’altra donna, Anna Visentini che di anni ne aveva 72 e che vedeva in Villani non solo l’amico di famiglia, ma quasi un “figlioccio”.

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Anna Visentini fu trovata morta il 5 luglio 2012 nel Po di Volano: il suo corpo era in acqua da tre giorni, dal lunedì 2 luglio quando scomparve. La ritrovarono completamente nuda, un orologio di poco valore al polso, niente catenina d’oro al collo che non toglieva mai e nessun indumento lasciato nei pressi della chiavica del Po di Volano, vicino alla torre di Tieni, a Massa Fiscaglia. La sua macchina venne trovata proprio alla stazione di Massa Fiscaglia, e il sospetto era che qualcun altro (Villani dissero in tanti) la aspettasse per recarsi a Ferrara insieme. Fu il marito della donna, Mario Zappaterra, ad indicare subito il nome di Villani, che l’avrebbe dovuta accompagnare il giorno della scomparsa, il 2 luglio, un lunedì mattina a svolgere quelle pratiche ad Equitalia, per pagare cartelle esattoriali.

La morte della donna - dopo le indagini di rito - venne archiviata come suicidio, dalla pm Patrizia Castaldini sulla base della perizia del medico legale Maria Rosa Gaudio che parlò di annegamento con l’aggravante di una patologia grave di osteoporsi che avrebbe potuto impedirle di salvarsi dalle acque del fiume. E sul suo corpo non furono trovate tracce di violenza esterne. Ma “Annina” Visentini non sapeva nuotare e forse qualcuno avrebbe potuto averla gettata in acqua, ben sapendolo.

Ma chi e perchè? Potrebbero scoprirlo, oggi, a distanza di 4 anni dalla morte di Anna Visentini gli inquirenti di Bologna, che indagano sull’ultimo omicidio di Villani (quello di Barbara Fontana) e potrebbero “rileggere”altri fatti legati ad omicidi di prostitute irrisolti, ma al momento si stanno concentrando solo e soltanto sul caso Visentini: non a caso vi sono già stati i primi atti informali tra gli inquirenti di Bologna (il pm Antonello Gustapane e i carabinieri del reparto operativo) con i colleghi di Comacchio e Codigoro per acquisire il fascicolo di indagine.

E “rileggere” quegli atti alla luce di una possibile riapertura del caso. Difficile, difficilissimo che accada, però. Partendo dal fatto che la salma della donna - da poter studiare di nuovo - fu cremata, il marito della Visentini - testimone d’accusa fondamentale - che indicò Villani come l’ultima persona che la incontrò quella mattina è anch’egli deceduto, due anni fa. Restano le carte del fascicolo, a far sperare i familiari - raggiunti ieri a Codigoro - di potere aver un’altra verità: «Non abbiamo mai creduto al suicidio», spiegava la cognata della Visentini, Fosca Zappaterra, sorella del marito.

La vita di Anna Visentini e del marito Mario Zappaterra si incrociò con quella di Villani quasi 40anni fa, quando dopo il riformatorio (era un minorenne) venne quasi adottato dalla coppia che abitava vicino a lui a Codigoro. Villani era diventato quasi di famiglia: era solito frequentare la loro casa e la coppia senza figli aveva preso a cuore la sua situazione: ed entrambi conoscevano il suo passato, quell’omicidio brutale del 1976 che spense la vita di Maurizia Cavalieri che abitava a Porto Garibaldi, aveva 26 anni, un marito e una figlia di 4. Ma per Anna Visentini, Villani era un po’ di tutto: pur avendo la patente e l’auto personale, non se la sentiva di guidare per lunghi tratti, il marito non lo faceva e quindi Villani era una sorta di autista. E allora, alla sua morte, tutta Codigoro non voleva credere che Annina - chiamata così per l’esile corporatura -, la donna che conoscevano e trovata nuda nelle acque del Po di Volano dopo oltre tre giorni, avesse deciso di uccidersi.

Per tutti era una donna che amava la vita e tutti indicarono agli inquirenti di indagare su una sola persona, Claudio Villani. Che disse di essere stato quel giorno - il lunedì 2 luglio 2012 - al mare, in Romagna: peccato che telecamere lo abbiano ripreso a Massa Fiscaglia, quello stesso giorno, sulla sua auto che seguiva quella di Annina. Se lo vorrà, Villani potrà spiegare perchè disse il falso e perchè era lì, invece, con Annina. E tanto altro. Se la sua mente malata lo vorrà.

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