Docenti, il pasticcio dei trasferimenti
I sindacati chiedono di rifare i movimenti di sistema: gli errori causati da un algoritmo che ha penalizzato i neoassunti
Un algoritmo nazionale sarebbe alla base degli errori di trasferimento dei docenti, in particolare dei neoassunti nelle fasi B e C, soprattutto della scuola primaria, ma errori sarebbero presenti anche per i docenti delle scuole medie, e a breve si attende la pubblicazione dei trasferimenti per i professori delle scuole superiori. Hania Cattani, sindacalista Flc/Cgil, spiega che «abbiamo avuto in questi giorni un primo incontro a Roma, con il sottosegretario Faraone».
Incontro che però non è andato a buon fine.
Cattani spiega infatti che «Abbiamo chiesto di rifare i movimenti di sistema, perché da quest'anno la mobilità, derivata dalla legge 107, stabilisce che gli insegnanti delle fasi B e C vengano inseriti in ambiti territoriali, senza più la possibilità di scegliere la scuola. Stiamo facendo rivendicazioni, affinché gli insegnanti possano scegliere la scuola, come è sempre stato». L'ambito territoriale è infatti molto vasto, basti pensare che a Ferrara, «ne abbiamo due, uno va da Vigarano Mainarda a Cento, l'altro da Ferrara a Mesola/Argenta. In questi giorni, i dirigenti scolastici hanno pubblicato avvisi in cui hanno stabilito quanti posti hanno liberi, e sulla base del Piano dell'Offerta Formativa, i criteri per la scelta dei docenti, i quali devono, da quest'anno, inviare curriculum vitae al dirigente, e poi questi sceglie l'insegnante. Tutto ciò incide sulla libertà di insegnamento».
Come è avvenuta la mobilità quest'anno? «I docenti hanno indicato una serie di ambiti territoriali, poi un algoritmo nazionale elabora i dati e colloca i docenti negli ambiti. A Ferrara, come Cgil, conosco casi di insegnanti spostati, di cui 3 alla primaria che devono assumere servizio a Gorizia, Cuneo, Venezia. Inoltre ci sono stati problemi anche per un paio insegnanti delle scuole medie, che non si sono ritrovati in nessun ambito, perché a Ferrara nella loro classe di concorso sono subentrati docenti con meno punteggio».
A fronte di tutto questo, il Ministero non riconosce gli errori. «In base all'incontro del 2 agosto, gli amministratori si sono detti impossibilitati a riconoscere gli errori. Il 4 agosto, con gli altri sindacati, c'è stato un altro incontro, con i tecnici del Ministero, che hanno ribadito che non intendono rivedere i movimenti. Si sono detti però disponibili a dare risposte a livello locale a coloro che si trovano in questa situazione. In questo caso, deve essere l'interessato a presentare, entro 15 giorni dalla data di pubblicazione dei trasferimenti, una richiesta di conciliazione». Tuttavia il sindacato non demorde: «come Cgil presenteremo una denuncia poltico-sindacale al premier Renzi, al ministro Giannini e ai gruppi parlamentari, allegando un dettagliato elenco di tutti gli errori commessi», afferma decisa Hania Cattani.
Analoga situazione la riscontra Alessandra Zangheratti, segretaria Cisl Scuola.
«Abbiamo avuto un paio di casi, tra cui una insegnante di primaria, che aveva indicato come prioritario il posto di lingua inglese, avendo l'abilitazione, e poi il posto comune. È stata assegnata a Udine, quando nell'ambito di Cento che lei aveva indicato sono rimasti circa 20 posti. Le è stato assegnato il posto d'ufficio, cosa che il sistema avrebbe dovuto fare in ultima istanza, dopo lo scorrimento dei posti di lingua inglese e comuni negli ambiti indicati dalla docente. Invece ha saltato i posti comuni. Caso simile per un'insegnante di sostegno, che ha avuto la sede a Padova. Il sistema è andato in tilt, come hanno ammesso i tecnici del Miur, dovendo analizzare la gran mole di domande, 9 milioni e mezzo solo per la primaria fase C».
La sindacalista ricorda la possibilità di fare la richiesta di conciliazione entro 15 giorni dalla data di pubblicazione dei trasferimenti.
Veronica Capucci
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