Ferrara, la banda del buco scappa a mani vuote
Hanno spaccato i muri per evitare i sensori di allarme. Tanti danni, bottino misero: un computer e alcune marche da bollo
FERRARA. Come i “Soliti Ignoti”, avevano studiato con cura la disposizione delle stanze e la collocazione dei sensori di allarme. Come i “Soliti Ignoti” hanno passato la notte a fare buchi nei muri. E, sempre come i ladri del film di Monicelli, alla fine tutto quello che hanno rimediato è stato poco più di un piatto di pasta e ceci: un computer portatile e qualche marca da bollo.
È stata una lunga notte, per la banda che tra martedì e mercoledì ha scorrazzato tra gli uffici dell’Unione Provinciale Agricoltori e della Coldiretti, in via Bologna. Le prime ad accorgersi che qualcosa non andava sono state le donne delle pulizie che come ogni giorno alle 5.30 prendono servizio alla Coldiretti: al loro arrivo hanno avvertito un trambusto, con ogni probabilità quello dei ladri che scappavano da una finestra, ma il tentativo di razzia era cominciato molto prima, nella sede dell’Upa.
È il direttore dell’Unione Agricoltori, Paolo Cavalcoli, a ricostruire la prima fase dell’incursione notturna. «In questi giorni è all’opera una ditta edile per lavori di ripristino post-sisma, ma quando gli addetti sono arrivati questa mattina (ieri per chi legge) non sono riusciti a mettere in funzione i macchinari, perché era scattato il sistema di sicurezza di autobloccaggio». Con ogni probabilità i ladri, dopo aver scardinato una finestra sul retro al piano terra e rovistato senza profitto nell’ufficio-paghe, hanno cercato di servirsi dell’autogru per raggiungere i piani superiori. Stoppati dal dispositivo di antifurto, hanno legato insieme due scale a pioli per arrampicarsi fino al piano superiore.
Una volta saliti, hanno spaccato una finestra e sono entrati nel vano con il distributore automatico, con l’intenzione di spostarsi poi negli altri uffici adiacenti. Per farlo, non sono passati per il corridoio disseminato di sensori, ma hanno spaccato i muri di confine tra una stanza e l’altra: e infatti l’allarme non è scattato. Dunque nello stanzino del distributore hanno praticato un buco per passare nell’ufficio assicurazioni agricole (Gaa), rifocillandosi nel frattempo con merendine e bibite prelevate dalla macchinetta scassinata.
Attraverso un’apertura del diametro di 40 centimetri, si sono dunque intrufolati nell’ufficio Gaa e lì hanno fatto il disastro, mettendo tutto sottosopra e non trovando niente da rubare. «Non hanno toccato i nostri computer - prosegue Cavalcoli - quello che cercavano erano i soldi.» Delusi, non hanno desistito e si sono messi a bucare anche il muro (in cartongesso come tutti quelli interni) tra la Gaa e l’ufficio dichiarazioni dei redditi (Caf). Hanno provato due volte: sul lato destro e sul lato sinistro, imbattendosi però in entrambi in casi nella parete di un armadio pesante che ha impedito loro ogni passaggio. Allora sono ricorsi al soffitto.
Sono saliti su una sedia da ufficio lasciando un’impronta misura 45-46 (un piedone in contrasto con l’esiguità dei varchi da cui sono passati) e hanno divelto uno dei pannelli per poi passare sopra l’armadio e scendere all’ufficio Caf. Anche qui, nulla di appetibile; a quel punto hanno cominciato a togliere un altro pannello dal soffitto ma qualcosa li ha fatti desistere inducendoli a provare nella sede Coldiretti.
Così, si sono calati dalla finestra dell’ufficio redditi dell’Upa e hanno intrapreso una serie di scalate a varie finestre della Coldiretti, come racconta il responsabile amministrativo Nicola Bonazzi: «Sono entrati dal retro e hanno utilizzato la piantina antincendio, che abbiamo trovato per terra, per orientarsi». I ladri hanno visitato alcuni uffici, sempre entrando dalle finestre. Hanno anche ritentato la tecnica del buco nel muro, per poi lasciar perdere e limitarsi a strisciare sotto i sensori dell’allarme.
Tanta fatica e tanti danni, ma liquidità zero: a quel punto per non andar via a mani vuote hanno preso un computer portatile e alcune marche da bollo, e arrotondato poi con un trapano e un flessibile rubati dal cantiere edile. L’arrivo delle donne delle pulizie ha messo fine alla scorribanda. Sono state le stesse addette ad avvertire l’istituto di vigilanza, che non aveva avuto motivo di insospettirsi vista l’abilità con cui i ladri hanno schivato gli allarmi. Ora indagano polizia di Stato (per l’Upa) e i carabinieri (per la Coldiretti).
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