Anziana rapinata a Serravalle, è caccia ai banditi
Indagini dei carabinieri. Le telecamere di videosorveglianza in paese spente perchè manca il wi-fi
SERRAVALLE. Da qualche giorno in paese non si parla d’altro. Quanto è accaduto a Nadia Zaghi, pensionata, 73 anni, è sulla bocca di tutti, L’assalto in piena notte mentre dormiva, il trovarsi a tu per tu con i banditi. Una notte da incubo che l’anziana non dimenticherà mai più. Rubato tutto l’oro, gli oggetti più cari che erano custoditi nella cassaforte. Il tutto mentre i banditi gli tenevano una torcia in bocca. Con i quattro banditi che scorazzavano per la casa. Volevano oro e soldi e subito le hanno intimato di staccare l’allarme. Momenti di terrore dall’1.45 alle 4 della notte tra lunedì e martedì. Fortunatamente non è stata picchiata.
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I carabinieri hanno repertato tutto quello che è stato trovato. L’anziana vive da sola mentre il figlio vive in un’altra abitazione. Un colpo studiato in quanto nella notte tra domenica e lunedì, l'allarme della casa in via Canalbianco 38, a due passi dal paese, è scattato ben sette volte. Forse i banditi cercavano di entrare in azione attraverso l’ufficio dello stesso Grandi, la cantina, il vano caldaia e il portone di ingresso blindato. I sensori hanno fatto scattare ogni volta l'allarme che è collegato al telefonino e così Giacomo Grandi ha avuto il tempo, quella notte, di arrivare a casa, e forse far fuggire la banda. Uomini in nero, mascherati. La notte dopo la banda entra in azione usando un piede di porco per spaccare tutto ed entrare.
Giacomo Grandi ha puntato l’indie sul fatto che le telecamere installate dal Comune non funzionano. «Le telecamere hanno un problema di connessione - spiegano il sindaco Eric Zaghini e il vice Filippo Barbieri - sono state installate nel 2009 e non hanno mai avuto una grandissima risoluzione. Siamo in contatto con una ditta che le sostituirà tutte e sei. L’impresa ha già presentato il progetto. Daremo le aree per installare i ponti radio per lanciare il wi-fi in questo modo non dovrebbero più esserci problemi di connessione. Siamo stati tra i primi comuni in tutta la provincia ad installarle. Occorre accompagnare lo sforzo elle forze dell’ordine. Chi ha visto qualcosa lo dica. Grandi lo abbiamo incontrato martedì mattina in Comune e ci ha raccontato quello che era accaduto. A lui e soprattutto alla madre va la nostra solidarietà».
Sull’episodio interviene anche Stefano Bigoni consigliere comunale della Lega Nord: «Voglio esprimere tutta la mia solidarietà alla famiglia Grandi per l'accaduto e condannare senza ripensamenti la situazione attuale della sicurezza del territorio. Una rivalutazione del sistema sicurezza deve essere affrontato e le responsabilità di tale situazione non sono da imputare alle forze dell'ordine ma ad un sistema distorto e sottovalutato. La soluzione non è facile ma azioni forti devono essere messe in campo : potenziamento di telecamere, controllo del territorio anche attraverso osservatori volontari, rinforzo delle forze dell'ordine anche attraverso l'esercito. Smettere di pensare che il problema sicurezza sia solo dovuto a sensazioni populistiche il problema c'è e va affrontato in tutti i modi così da far sentire i cittadini tutelati .cambiare le politiche migratorie attuali accogliere solo chi scappa da guerre e rimandare a casa tutti gli altri».
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