«Bandiera inglese in ogni Bagno»
La singolare protesta dei balneari: ci rubano le concessioni, non stiamo con chi ci distrugge
LIDO ESTENSI. «Non è questa l’Europa in cui crediamo e che vogliamo. L’idea di base dovrebbe essere quella di vedere tutelati interessi comuni, invece ci troviamo sempre più soli. E allora noi dall’Europa vogliamo uscire ed esporremo per protesta la bandiera britannica ben in vista nei nostri Bagni. La Bolkestein ci distrugge, e noi andiamo via dall’Europa: Liexit, i Lidi via». Una provocazione, certo, ma tutti i bagnini aderenti al Sib (Sindacato italiano balneari) sono pronti alla battaglia e già in questo fine settimana potrebbero vedersi le prime bandiere inglesi issate ben in vista. «Vogliamo salvare il turismo balneare italiano - continuano dal Sib - perché esponiamo la bandiera britannica? La riposta è semplice, ma bisogna capire bene la situazione che stiamo vivendo a causa della Bolkestein, secondo la quale le nostre concesisoni dovrebbero andare all’asta». « Dopo anni di sostanziale immobilismo finalmente il Governo italiano ha portato in Europa le giuste istanze degli imprenditori balneari, delle loro famiglie e dei loro dipendenti, protagonisti di un sistema economico che ha saputo generare benessere, occupazione e un’offerta invidiata in tutto il mondo - vanno avanti - Con serietà e metodo l’esecutivo nazionale ha costruito una bozza di legge di riordino del settore basata su alcuni principi condivisi dalla categoria quali la tutela del legittimo affidamento, il riconoscimento del valore commerciale delle imprese, la valorizzazione dell’esperienza e della professionalità della gestione oltre alla previsione di un congruo regime transitorio di passaggio al nuovo sistema». E quindi? «Nei giorni scorsi tutto questo è stato sottoposto, in prima battuta, al direttore del dipartimento Crescita dell’Unione Europea Evans, una pragmatica funzionaria inglese, che, contrariamente anche a quanto previsto dalla recente sentenza della Corte di Giustizia UE, ha sostanzialmente contestato l’impianto della legge. A questo punto diventa inevitabile comunicare come questa Europa di tecnocrati non è quella nella quale ci riconosciamo, e lo facciamo esponendo la bandiera britannica per significare il disagio che si prova a vedere stravolto il concetto di Unione Europea che abbiamo sempre sognato ma nel quale vogliamo continuare a credere». «Ci appelliamo alla politica perché si riappropri del suo ruolo e tuteli le imprese balneari e più in generale il turismo, come già hanno fatto Spagna e Portogallo. Non costringeteci ad evocare Brexit (anzi ci aspettiamo che non sia un rappresentate britannico ad ipotecare il nostro futuro) ma aiutateci a cambiare questa Europa». Ed ecco la comunicazione arrivata (o in arrivo) ai gestori degli stabilimenti: “Gentile Associato, al fine di informare e sensibilizzare anche la tua clientela della situazione relativa alle concessioni stiamo distribuendo negli stabilimenti balneari la bandiera britannica e una locandina che spiega i motivi di questa campagna di sensibilizzazione. Unico impegno per il gestore: issare la bandiera britannica in posizione visibile all’interno della concessione e attaccare la locandina”.
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