«Un bravo cittadino ma è bene sapere che c’è chi vigila sulla nostra sicurezza»
A Vigarano c’è chi il nome di Sajmir Hidri non l’ha mai sentito nominare. Ma la notizia della sua espulsione non è passata inosservata. In municipio il sindaco Barbara Paron ieri ha interrotto per...
A Vigarano c’è chi il nome di Sajmir Hidri non l’ha mai sentito nominare. Ma la notizia della sua espulsione non è passata inosservata. In municipio il sindaco Barbara Paron ieri ha interrotto per qualche minuto l’attività istituzionale per incontrare i giornalisti. «Sajmir Hidri per noi - ha dichiarato - è il titolare di un’impresa edile che ha lavorato molto sul nostro territorio, anche dopo il terremoto, una persona rispettata per il suo lavoro ma anche un bravo cittadino. Ha sempre pagato le rette della scuola dei figli, non ci risultano irregolarità o violazioni da parte sua. Sappiamo che è musulmano, la sua famiglia è una famiglia integrata e la moglie lavora». L’espulsione dall’Italia decretata dal ministero dell’Interno è arrivata nel comune come una doccia gelata. «Ringrazio il ministero e le forze dell’ordine per il lavoro che hanno svolto e che stanno facendo - ha aggiunto - Così possiamo essere più tranquilli sapendo che c’è qualcuno che vigila sulla nostra sicurezza. È chiaro che adesso aspettiamo di capire meglio perché si è giunti a questo esito così drastico». Nel comune dell’alto ferrarese la Lega ha già organizzato un mini sit-in mercoledì sera, davanti alla villa dove abitava l’imprenditore, ora in Albania. «Devo dire che c’è chi ha iniziato a seguire una deriva che porta solo problemi e crea confusione - ha commentato il sindaco - Credo che certi fatti vadano seguiti con calma ed equilibrio, usando la ragione. In questo momento complesso bisogna unire le forze di pace e moderate». In paese, però, c’è anche chi (ma vuole restare anonimo) considera «sbagliata la scelta di accogliere immigrati e poi di tenerli nelle case a non fare niente. Perché non chiedere il loro impegno per piccoli lavori che possono migliorare la città?». Per Lucio Merola «l’espulsione è un fatto che fa pensare, anche perché ora l’Italia è entrata in guerra in Libia». Un professionista che collabora da anni con la sua
impresa si dice stupito: «Sajmir è musulmano e si era fatto crescere la barba ma è un imprenditore serio e non l’ho mai sentito parlare di guerra santa o dire cose contro l’Occidente».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
