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OMICIDIO TOSI

Bertocchi e il rebus della pistola

Bertocchi e il rebus della pistola

Dopo le dichiarazioni dell’omicida si valuta se riprenderne la ricerca

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Potrebbero riprendere in questi giorni le ricerche dell’arma del delitto di Fossanova San Marco.

All’indomani del nuovo interrogatorio in carcere di Simone Bertocchi, che ha fornito una diversa ricostruzione delle strade percorse durante la fuga in bicicletta e a piedi, gli inquirenti stanno valutando l’ipotesi di ricominciare le operazioni.

Bertocchi aveva inizialmente indicato i prati che costeggiano via Del Gorgo come il luogo in cui si era sbarazzato dell’arma, ma a distanza di due settimane ha detto di aver fatto un altro tragitto, negando di aver imboccato via Quadrifoglio (dove però i cani molecolari avevano fiutato il suo passaggio) e sostenendo invece di aver percorso via Valdicuore fino all’incrocio con via Del Gorgo, gettando la pistola accanto a una canalina di scolo lontana dalle abitazioni.

Una ricostruzione che amplia la zona che inizialmente era stata circoscritta per le ricerche, proseguite per parecchi giorni anche con l’uso di metal detector, ma senza esito. Un tassello mancante importante, quello dell’arma del delitto, nel puzzle dell’omicidio di Roberto Tosi Savonuzzi e del tentato omicidio della moglie Raffaela Pareschi, entrambi di 73 anni. Altre tessere fondamentali sono gli esiti dell’autopsia, attesi a fine agosto, e la testimonianza della stessa Raffaela, ancora ricoverata a Bologna e non più in pericolo di vita ma non ancora in grado di rispondere alle domande degli inquirenti. Tutti elementi utili per ricostruire la dinamica della tragedia e cercare riscontri alla versione dell’omicida; Bertocchi continua a sostenere di aver sparato per “difesa preventiva”, perché impaurito da precedenti minacce che la vittima gli avrebbe rivolto in due occasioni.

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