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A Mesola e Voghiera nessun profugo «Mancano le case»

di Marcello Pulidori
A Mesola e Voghiera nessun profugo «Mancano le case»

I sindaci spiegano la situazione migranti nei loro Comuni Il ruolo delle Asp e le deleghe alla cooperativa Camelot

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VOGHIERA. Nessun no pregiudiziale, ma “solo”, e più semplicemente, la carenza (se non l’assenza) di alloggi disponibili. I sindaci di Mesola (Gianni Padovani) e Voghiera (Chiara Cavicchi) hanno le idee ben chiare: «Alcuni mesi fa - spiega Padovani - avevamo ospitato alcune persone ad Ariano, ma la cosa non funzionò. Vorremmo essere ospitali e questo l’ho detto direttamente al prefetto. Ma ci mancano le case disponibili e quindi per ora ci è difficile rispondere», termina Padovani. La sindaca di Voghiera è sostanzialmente sulla stessa lunghezza d’onde: «Abbiamo interpellato tantissimi cittadini - dice la Cavicchi - ma il problema è sempre lo stesso: non ci sono case disponibili. Tanto che arrivo a dire - prosegue la sindaca - che se in futuro ci saranno le condizioni, Voghiera potrebbe ospitare un certo numero di richiedenti asilo. Ma al momento privati disponibili a mettere a disposizione, appunto, abitazioni non ci sono». Giova forse ricordare la catena delle responsabilità nella questione accoglienza migranti. Il prefetto è la prima istanza, è l’autorità di governo della città che delega le Asp (Azienda Servizi alla Persona) le quali a loro volta hanno affidato a Camelot (che ha vinto una regolare gara d’appalto) il contatto diretto con i proprietari di case. Va anche ricordato che sono 8 i Comuni che non hanno ricevuto ospiti: si tratta di Formignana, Mesola, Lagosanto, Portomaggiore, Mirabello, Sant’Agostino, Voghiera e Goro. Portomaggiore merita un discorso a parte. Una decina di giorni fa il sindaco Nicola Minarelli ha spiegato per filo e per segno che la situazione sociale di Portomaggiore è particolare: è nota la presenza di una robusta comunità del Pakistan e il possibile “innesto” di altre persone potrebbe minare questo equilibrio. Infine, per restare in tema di chiarimenti, meritano alcune righe gli status di rifugiato (o, più diffusamente, rifugiato politico) che è un termine giuridico che indica chi è fuggito o è stato espulso dal suo paese originario a causa di discriminazioni politiche, religiose, razziali, di nazionalità, o perché appartenente ad una categoria sociale di persone perseguitate, o a causa di una guerra presente nel suo Paese, e trova ospitalità in un Paese straniero che riconosce (legalmente), appunto, il suo status. Diverso, dunque, dal concetto di profugo, termine usato per definire genericamente chi si è allontanato dal Paese di origine per le persecuzioni o per una guerra. Ciò che caratterizza il rifugiato è l'aver ricevuto dalla legge dello Stato che lo ospita (o dalle convenzioni internazionali) questo status e la relativa protezione attraverso l'asilo politico. Sono condizioni affini, ma nei fatti la differenza c’è. La situazione è in divenire, il prefetto di Ferrara di tanto in tanto, quando necessario, contatta i sindaci per conoscere la situazione nei centri della provincia.

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