«L'ho fatto per i soldi, sono disperata. Non lo farò più»
Parla la donna arrestata dopo lo scippo di via Pavone ai danni di un'anziana. E' stata rimessa in libertà con obbligo di firma in attesa del processo. La Squadra mobile indaga su altri episodi dello stesso tipo
FERRARA. «Lei è libera». Pochi minuti prima delle 14 i poliziotti accompagnano Graziella Villani, 51 anni, nel piazzale del tribunale di via Borgoleoni. La donna, nata a Galliera (Bo) ma residente in città, è accusata di furto aggravato per aver scippato la borsetta col portafogli a un’anziana di 82 anni, sabato scorso in via Pavone. Un atto che le è costato gli arresti domiciliari ma solo per qualche ora: ieri (sabato 14 agosto) la misura cautelare più dura è stata revocata dal giudice Alessandra Testoni e sostituita con l’obbligo di firma in questura in attesa del processo che si svolgerà il 20 settembre.
«Ho bisogno di soldi - si è giustificata Graziella Villani all’uscita dal tribunale - Ecco perché l’ho fatto».
Era stata la pronta reazione dell’anziana derubata, aggrappatasi mentre cadeva a terra a una ruota della bicicletta della Villani, a impedirle di dileguarsi. Provvidenziale erano stati l’aiuto di una passante che ha bloccato la via di fuga alla scippatrice e l’intervento di un’altra persona che ha chiamato la polizia.
La donna ha risposto alle domande del cronista sostenendo con fermezza le sue ragioni. Solo per un momento ha mostrato un’increspatura nella voce, un’incertezza forse dovuta alla tensione e gli occhi si sono fatti lucidi.
Non pensa di dovere delle scuse a quella pensionata che ha rischiato di restare ferita in modo grave per difendere la sua borsetta?
«Sì, mi dispiace per quello che ho fatto e non lo farò più. Non voglio trovarmi ancora in questo trambusto».
Poi il tono è tornato scorrevole, quello di una persona conscia di rischiare una condanna pesante nonostante gli sconti di pena previsti per l’eventuale scelta di rito alternativo e la fedina penale pulita. Una persona pronta a sostenere le sue motivazioni davanti al giudice sperando di trovare comprensione o benevolenza.
Lei sapeva che stava commettendo un reato. Cosa l’ha spinta a fare l’ultimo passo ?
«Stavo cercando un modo per procurarmi del denaro. Mi bastano anche cinque euro, ne ho bisogno per vivere, per comprare quello che mi serve. Erano due ore che ci pensavo, poi ho visto quella signora. E l’ho fatto».
Che lavoro fa?
«Prima stavo in un’impresa di pulizie che non mi ha rinnovato il contratto, ho anche un’invalidità del 60%. Sono disperata, da un anno sono a casa. Sono seguita dai servizi sociali, ma questo non basta. Ci vorrebbero ben altri sostegni per la gente disoccupata, anche la Costituzione...».
Scusi se la interrompo. Cosa c’entra la Costituzione, molta gente non ha un lavoro ma non per questo strappa la borsetta alle anziane che incrocia per strada.
«Non l’ho fatto con l’intento di farle del male, quando quella signora si è attaccata alla ruota mi sono fermata per evitare di rovinarla».
Forse si è fermata anche perché sono intervenute altre persone a soccorrere quella donna. È la prima volta che compie un atto di questo tipo?
«Sì».
Eppure negli ultimi giorni sono stati registrati diversi scippi in città ai danni di persone anziane eseguiti, così hanno riportato le cronache, sempre da una donna in bicicletta, come in via Pavone.
«No, io non c’entro niente con quelle cose. E le dico anche che sono da considerare innocente fino a prova contraria».
Graziella Villani si volta verso un poliziotto. «Scusi - gli chiede - e la mia bicicletta?». «È stata sequestrata - risponde l’agente - potrà riaverla forse dopo il processo». L’indagata è difesa dall’avvocato Federico Buzzi. Il pm onorario, Alessandro Rossetti, ha chiesto la custodia cautelare in carcere, non concessa. Ieri il commissario capo della polizia, Francesca Fischione, ha confermato che la Squadra mobile sta verificando se le responsabilità della donna possono essere estese anche ad altri scippi avvenuti recentemente a Ferrara con le stesse modalità. (gi.ca.)
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