Messaggi agghiaccianti in zona acquedotto inneggiano alle stragi
«Fucilarli tutti per non educarne più nessuno» e «Remake Columbine», scritta all'ingresso delle scuole Govoni
FERRARA. Agghiacciante. Ancor più se si pensa che la scritta è all'ingresso della scuola dove, fra meno di un mese, torneranno a studiare i bambini delle elementari. «Remake Columbine», con a fianco il disegno stilizzato di un kalashnikov, il più famoso dei fucili d'assalto. Ma è il riferimento storico che gela il sangue nelle vene.
La cittadina, non lontana da Denver (Colorado, USA), è nota per il massacro della Columbine High School, avvenuto il 20 aprile 1999: due studenti della setssa scuola, Eric Harris e Dylan Klebold, s'introdussero nell'edificio armati e aprirono il fuoco su numerosi compagni di studi e insegnanti. Al termine della sparatoria rimasero uccisi 12 studenti e un insegnante, 24 i feriti. I due autori della strage morirono suicidi a loro volta, asserragliati all'interno della biblioteca della scuola (dove venne uccisa la maggior parte delle vittime).
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Dagli ambienti della questura si tende a minimizzare l'accaduto, così come sull'altra scritta apparsa in piazza XXIV maggio, «Fucilarli tutti per non educarne più nessuno», anch'essa accompagnata dall'immagine del kalashnikov. Siamo, però, in zona Gad e anche questi sono sintomi di un malessere che non va sottovalutato. Il clima d'intolleranza cresce e si esplicita anche in queste forme aberranti.
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