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«Noi siamo trascurati da Comacchio»

di Samuele Govoni
«Noi siamo trascurati da Comacchio»

Titolari di Bagni, ristoranti e negozi: futuro sempre più incerto: forse con il Comune di Codigoro sarebbe diverso

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LIDO DI VOLANO. «Forse da parte dell’amministrazione di Comacchio c’è poca attenzione per noi del Lido di Volano. Forse è per questo che tante cose purtroppo non vanno. Io sono qui da quando avevo cinque anni e i codigoresi sentono da sempre quello di Volano come “il loro” Lido».

Ersilia Marandella, titolare del ristorante “da Checo” sorto nel 1957, si sente stanca ma non arresa. Come gli altri esercenti della zona si sente trascurata dai comacchiesi e vorrebbe poter fare qualcosa per dare una scossa alla situazione. «Forse - suppone la Marandella - se Comacchio cedesse il Lido a Codigoro le cose sarebbero diverse ma non penso che questo accadrà mai. Tanti anni fa vennero demoliti i vecchi capanni vicini alla spiaggia per fare un campeggio ma tutto si è bloccato. Non erano solo chiacchiere, sembrava davvero che si dovesse cominciare a costruire e invece niente. I turisti - conclude - non sanno cosa fare! Non ci sono negozi, al calar della sera tutto si spegne; c’è solo la natura ma la natura da sola non basta». Secondo la Marandella sono tre le priorità per Lido di Volano: risolvere il problema zanzare, creare un fronte unito tra tutti gli operatori e programmare la stagione estiva già dall’inverno e curare l’arredo urbano. «Partiamo dalle cose basilari - afferma Annarita Garbellini, titolare dell’edicola bazar - Qui al Lido di Volano non abbiamo il servizio bancomat, ne siamo sprovvisti da tre anni e ne abbiamo bisogno. Forse da Comacchio non si rendono conto della situazione, c’è anche chi ci ha accusato dicendo di essere poco attivi ma noi ce la mettiamo tutta. Abbiamo iniziato la stagione a Pasqua però senza un supporto da parte dell’amministrazione è dura. Le aiuole non sono curate, i parcheggi nel retrospiaggia sono selvaggi, abbiamo un parco bellissimo (quello del Delta, ndr) ma è poco valorizzato. Ci hanno lasciato soli». Giuseppe Benetti è un turista che conosce il Lido come fosse casa sua perché è dal 1980 che ci va in vacanza.

«Una volta era diverso, c’era più vita, poi negli anni c’è stato un calo, la situazione è cambiata a vista d’occhio. Mi piacerebbe - spiega - che chi volesse aprire un’attività fosse incentivato a farlo e non scoraggiato. Una volta al Lido di Volano c’era persino il cinema! Oggi invece alle 21 chiude tutto e per strada non si vede più nessuno». L’indipendenza del Lido da Comacchio per passare sotto l’ala della più vicina Codigoro, è questione annosa. Negli anni se n’è parlato tanto, in maniera sempre più o meno superficiale. Le amministrazioni non si sono mai sedute veramente a un tavolo per discutere di un’eventuale cessione e anche l’attuale primo cittadino di Codigoro, Alice Zanardi, non ha una vera e propria posizione in merito: «Se n’è parlato è vero ma mai concretamente e anche ora non ho un’idea precisa su questa questione. Attualmente preferirei rimanerne fuori poi se con l’amministrazione comacchiese se ne vorrà parlare, si potrà farlo».

C’è anche chi ipotizza una sorta di “prestito” per vedere se il Lido di Volano, sotto Codigoro, sarebbe in grado di fare passi avanti. «Avevano costruito il pontile, era bello e diverso da tutto il resto poi l’hanno lasciato andare e adesso è lì: un catafalco di legno e ferro arrugginito. Lido di Volano - racconta Fiorella Beneventi, del Bagno Jamaica - era definito il “giardino dei sette Lidi”, e ora cos’è? Un luogo semi abbandonato. Per ricominciare credo che si dovrebbe intervenire sull’illuminazione, sistemare il pontile e le aree verdi all’ingresso degli stabilimenti». Poi ci sono Diego Ferroni e Marisa Sangiorgi, titolare del ristorante “da Max”, il locale più antico del Lido.

«Questo - conferma anche lui - è sempre stato il Lido di goresi e codigoresi, da Comacchio siamo lontani. Nel corso degli anni il Comune ha investito altrove e qui siamo rimasti abbandonati a noi stessi. Negli anni Sessanta era stata fatta anche una raccolta firme per passare sotto Codigoro ma non c’è stato nulla da fare. Ora la situazione però è allarmante e se non si prende in mano seriamente, tutti gli esercenti della zona rischiano di non farcela. Ci sentiamo presi in giro perché sui social veniamo sbeffeggiati da chi dovrebbe conoscere la situazione reale di Lido Volano e invece la ignora. Che venissero qui a vedere con i loro occhi come stiamo. Forse - conclude Ferroni - li aiuterebbe a capire che la nostra richiesta di aiuto è mossa da motivazioni concrete».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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