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Accoglienza, e Cento chiede una moratoria

La richiesta di non andare oltre i 34 ospiti attuali Il primo cittadino, Fabrizio Toselli: territorio ancora colpito dagli effetti del terremoto

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CENTO. «Per i richiedenti asilo, non possiamo fornire disponibilità all’accoglienza in pieno stato di emergenza. E' questione di coerenza”. Richiamando la posizione assunta quando era sindaco di Sant'Agostino, e richiamando quanto detto in campagna elettorale, il primo cittadino di Cento, Fabrizio Toselli, risponde all’interrogazione del consigliere comunale del gruppo Lega Nord, Marco Pettazzoni, in merito al tema dei richiedenti asilo.

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«Sono convinto - chiarisce Toselli- che allo stato non possa essere fornita la disponibilità del Comune di Cento all’accoglienza di nuovi cittadini stranieri, poiché il territorio risulta ancora fortemente colpito dalle conseguenze del terremoto. Lo stesso governo italiano ha sancito questa situazione prorogando ulteriormente, dal 31 dicembre 2016 al 31 dicembre 2018, il termine di scadenza dello stato di emergenza conseguente agli eventi sismici».

Toselli spera in una moratoria per la città del Guercino nonostante l’appello lanciato dal prefetto Michele Tortora, il 5 agosto scorso, con l’invito rivolto ai Comuni (soprattutto a quelli ad accoglienza zero) per una collaborazione delle amministrazioni locali in vista di altri massicci arrivi di richiedenti asilo.

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Dalla presa di posizione di quando guidava l’amministrazione di Sant'Agostino quindi, nessun cambiamento di rotta: «Credo che il nostro impegno dovrà essere completamente rivolto alla ripartenza dopo il sisma e al rilancio del territorio - prosegueToselli - Amministrazione comunale e cittadini, insieme, devono rivolgere l'attenzione a questi temi fondamentali».

L’intenzione è quindi non andare oltre il numero di cittadini stranieri accolti dall'amministrazione Lodi. Sono attualmente 34 i richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale o umanitaria ospitati a Cento. I primi sei arrivati nell’aprile 2012 a seguito dell'Emergenza Nord Africa, gli ultimi quattordici nell’ottobre 2015.

«Chi mi ha preceduto - chiude Toselli - ha dato corso alle proprie scelte, ma io ritengo fondamentale, così com’è stato a Sant’Agostino, dedicarmi prioritariamente ad affrontare la condizione di emergenza in cui ci troviamo dopo il 20 e 29 maggio 2012». (be.ba.)

 

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