Cesac, ottima qualità per il grano duro
La produzione frumenticola raggiunge i 510mila quintali con un aumento del 34,9%
Nonostante lo scenario generale piuttosto complesso per i cereali italiani, soprattutto per il grano duro, con raccolti abbondanti e prezzi inferiori ai costi di produzione, il Cesac ripone qualche ragionevole speranza per l'attuale campagna.
In Emilia Romagna, la trebbiatura è terminata da una trentina di giorni con un aumento delle superfici seminate a frumento, in particolare quello duro, e con rese medie elevate, pari a 70-75 quintali ad ettaro nei territori più vocati delle province di Bologna, Ravenna e Ferrara, dove opera da decenni il Centro Economico Servizi Agricoli.
«Complessivamente - dichiara Stefano Andraghetti, presidente della cooperativa di Conselice nel Ravennate aderente a Confcooperative e all'OP Grandi Colture Italiane di Ferrara che nel 2015 ha registrato un fatturato di 57,5 milioni di euro, 242 gli addetti, e 1.300 soci - la nostra produzione di grano raggiunge quest'anno i 510.000 quintali, con un incremento del 34,9% rispetto ai 378.000 quintali del 2015. Il grano duro è il core business del Cesac- rileva il presidente - l'elemento che desta maggior soddisfazione è l'elevato livello qualitativo della produzione. Sono tutti positivi i principali parametri quali peso specifico, contenuto di proteine e stato sanitario. Il territorio tra Conselice, Argenta, Medicina e Castel Guelfo è particolarmente vocato per la coltivazione del grano duro, che in queste aree raggiunge un contenuto proteico tra il 14 e il 15% e un'assoluta eccellenza. In netto aumento la percentuale del prodotto di alta qualità, passata dal 75% del 2015 all'attuale 88% del totale conferito alla cooperativa, con un considerevole vantaggio economico per i produttori».
«Grazie all'ottima qualità del prodotto ed agli accordi siglati con l'organizzazione di produttori Grandi Colture Italiane, a cui aderisce - dichiara Andraghetti - il Cesac ha potuto stipulare contratti più remunerativi per una parte della sua produzione ed è riuscito a programmare un calendario di consegne per tutto l'arco dell'anno, rafforzando il senso di fiducia che le quotazioni possano aumentare».
«Le aziende cerealicole - conclude il presidente del Cesac - versano quindi in uno stato di grave difficoltà. È è fondamentale il coinvolgimento attivo delle aziende molitorie e dei pastifici (emblematico l'esempio di Barilla e altre imprese del settore che hanno siglato accordi per la fornitura di grano duro di alta qualità), che rappresenta la linea da seguire per garantire anche in futuro un'alimentazione fondata su materie prime italiane, controllate e garantite da un comparto produttivo giustamente remunerato».
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