«Gli inceneritori più moderni non causano danni alla salute»
Ci sono anche gli esiti dello studio Moniter - eseguito sulle popolazioni residenti nei pressi degli inceneritori dell’Emilia Romagna - alla base del giudizio, espresso dall’Istituto Superiore di...
Ci sono anche gli esiti dello studio Moniter - eseguito sulle popolazioni residenti nei pressi degli inceneritori dell’Emilia Romagna - alla base del giudizio, espresso dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss), che promuove i termovalorizzatori di ultima generazione tra le scelte che possono consentire di affrontare in modo efficace il problema dei rifiuti senza ripercussioni significative per la salute. Il ricorso agli inceneritori più moderni deve sposarsi però con comportamenti più responsabili da parte dei cittadini. L'Istituto Superiore di Sanità (Iss) condivide la posizione espressa dalla Società Italiana di Igiene (Siti) nell’auspicare che la soluzione del problema della gestione integrata dei rifiuti venga affrontata «sulla base di evidenze scientifiche condivise». Lo studio Moniter, al quale ha partecipato anche l' Iss, «ha documentato - scrive l’Iss - l'assenza di rischio sanitario per i cittadini che vivono nelle zone limitrofe. Un dato, condiviso e convalidato anche dalla comunità internazionale, europea e extraeuropea, attraverso studi che dimostrano, inoltre, che i termovalorizzatori di nuova generazione, producono emissioni la cui qualità dell'aria in uscita è sostanzialmente migliore a quella in entrata. Sulla base di queste evidenze è perciò possibile individuare nel termovalorizzatore, dal punto di vista scientifico, la soluzione attualmente più concreta per gestire non solo il degrado a cui stanno andando incontro numerose metropoli e realtà urbane ma anche per ridurre concretamente i rischi sanitari prodotti dai rifiuti». Nel Quaderno Moniter pubblicato nel 2012 intitolato “Gli effetti degli inceneritori sulla salute” si sottolinea che «nel complesso, lo studio non ha messo in evidenza una coerente associazione tra livelli di esposizione e mortalità o incidenza di tumori. Alcune sedi tumorali, colon nelle donne e linfoma non Hodgkin, per le quali esisteva già una debole evidenza a priori, sono risultate associate con l’esposizione in studio nella coorte di Modena». Un legame più evidente sembra essere stato accertato per le nascite pretermine: «Lo studio ha confermato la presenza di un’associazione statisticamente significativa - riporta la stessa ricerca - tra esposizione ad emissioni da inceneritore e nascite pretermine in un periodoassai recente (2007-2010), caratterizzato da bassi livelli di esposizione». Imprescindibile, nell’affrontare la questione rifiuti - scrive l’Iss - l’impegno «di tutte le istituzioni, nella sanità, nell'ambiente, fino all'istruzione, a educare la popolazione a un corretto smaltimento e a un consumo responsabile».
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